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25 marzo 2012

UK: finanziamenti a rischio per la mobilità studentesca

Nel Regno Unito, la Camera dei Lords ha da tempo espresso una seria preoccupazione riguardo alle politiche del governo in materia di istruzione superiore: in particolare, negli ultimi giorni, la decisione del governo di non aumentare i sussidi alla mobilità studentesca, come invece suggerito dalla Commissione Europea, ha scatenato una dura condanna da parte dei Lords inglesi.

“Il prestigio e l’attrattiva delle università inglesi sono in forte calo – si legge in una nota rilasciata dal Comitato per le politiche sociali della Camera dei Lords – a fronte di una concorrenza crescente delle università continentali. Il governo dovrebbe porre la propria attenzione su quei fattori che possono minare la posizione di rilievo della nostra istruzione superiore.” Ancora nella nota, i Lords inglesi invitano poi il governo a sostenere le iniziative volte a favorire la mobilità degli studenti, garantendo sussidi economici e possibilità più favorevoli di accesso al credito.

La Camera dei Lords, inoltre, ha fortemente criticato l’assenza di ogni riferimento all’Unione Europea nel Libro Bianco sull’istruzione superiore, pubblicato dal governo lo scorso giugno. “L’eventuale isolamento del Regno Unito dai programmi di mobilità europei – avvertono i Lords – mette a rischio il prestigio accademico e il bilancio economico delle università inglesi”. A tal proposito, l’invito dei Lords è quello di adottare al più presto una strategia di mobilità da presentare alla prossima conferenza dei paesi aderenti al Bologna process, il 26 aprile a Bucarest.

“La partecipazione del Regno Unito ai programmi di scambio studentesco è stata storicamente bassa, a confronto con altri stati europei – ha affermato la Baronessa Young of Hornsey, presidente del Comitato per le politiche sociali della Camera dei Lords – e il governo deve porre la mobilità e l’istruzione superiore al centro della sua politica di ricrescita economica, per contribuire al benessere economico e sociale del Regno Unito e di tutta l’Europa”. Le prossime iniziative del governo inglese in materia di istruzione, dunque, dovranno tener conto di uno scontento sempre più diffuso, non soltanto tra gli studenti, ma anche all’interno delle istituzioni parlamentari: una maggiore apertura alle proposte comunitarie potrebbe essere il primo passo per una riconciliazione.

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