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16 marzo 2012

Università: la migliore è Harward

Nonostante i buoni piazzamenti delle università asiatiche, l’ateneo americano ancora una volta riesce a strappare il podio alle rivali ottenendo i migliori risultati. L’esito è tratto dall’analisi effettuata da parte di professori ordinari che lavorano da dieci anni nella ricerca, pubblicando ciclicamente svariate opere di diversa natura.

Per la valutazione hanno preso in considerazione le ricerche scientifiche e gli insegnamenti prodotti nel corso dell’anno accademico dalle università, quindi, in sostanza hanno tenuto conto delle loro attività.

Tra tutte la migliore università rimane Harvard, seguita poi dal MIT, Massachusetts Institute of Technology e dalla britannica Cambridge. Al quarto posto si piazza Stanford, quindi Berkeley, Oxford e Princeton. Tra i primi dieci c’è anche un ateneo non anglofono, l’università di Tokyo che si posiziona all’ottavo posto davanti all’Università di Los Angeles e a Yale. Per un totale di 44 atenei americani, 10 britannici, 5 giapponesi e 5 olandesi.

L’Asia rappresenta una vera e propria sorpresa. L’Università Tsinghua di Pechino è passata dal trentacinquesimo al trentesimo posto, mentre l’università di Pechino è avanzata dal quarantatreesimo al trentottesimo posto. Anche Hong Kong guadagna ben tre posizioni, raggiungendo il trentanovesimo gradino. Bene anche l’Università nazionale di Singapore che è salita dal ventisettesimo al ventitreesimo posto.

La novità asiatica getta luci ed ombre su quelle del Regno Unito, le cui università perdono posizione; eccezion fatta per quelle sopra citate, alcune infatti non compaiono neanche tra le prime cento.

E l’Italia? Nella classifica della rivista Times Higher Education il Belpaese non se la passa così bene.

Uno dei problemi dell’università italiana è la competitività. Pare che gli atenei italiani siano poco assetati di potere rispetto agli altri centri nel mondo. Secondo la presidente di  Assoknoledge, L. Deitinger “uno dei grandi problemi dell’Italia è la capacità di fare squadra e di presentarsi con priorità e obiettivi comuni…..” queste le parole del presidente dell’associazione legata a Confindustria Sit, ente  che rappresenta tutte le imprese che operano investimenti nella formazione e nella ricerca.

Individuare dei campi  in cui l’Italia potrebbe primeggiare rispetto ad altri Paesi tale da divenire leader di uno specifico settore, potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per iniziare la scalata verso la vetta.

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