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25 aprile 2012

A Mantova un modello scolastico di integrazione e legalità

E’ il simbolo scolastico di questa Italia in continuo cambiamento grazie alle molte culture che vivono, lavorano, studiano nel nostro Paese.

La scuola professionale Bonomi Mazzolari di Mantova si propone come esempio per tutte quegli istituti, che presentano molti studenti stranieri e, quindi, difficili problemi di organizzazione scolastica. Infatti, presenta il più alto numero di studenti stranieri (uno su tre) di tutta la provincia di Mantova. Nel corso di quest’anno tale situazione è diventata ingestibile a causa dei problemi di lingua, della presenza di diverse religioni, della nascita di alcuni fatti di bullismo e razzismo. Per trovare una soluzione il prossimo 12 maggio, nella scuola di via Amadei, i quattro rappresentanti studenteschi dei settecento alunni, i docenti, il preside si incontreranno per discutere i progetti extracurricolari del prossimo anno e chiedere la disponibilità dei genitori per partecipare all’organizzazione e gestione delle proposte altermative, nei limiti dei tempi concessi dalle loro attività lavorative.

Tanti sono i progetti di integrazione, che la scuola ha già adottato in questi anni: progetto Villaggio globale che si occupa della convivialità delle differenze e che è stato inaugurato proprio lunedì mattina attraverso un laboratorio di animazione al palazzo del Plenipotenziario con i ragazzi di una prima del Bonomi e una classe del professionale di Guastalla; il progetto Arcobaleno, un servizio di doposcuola rivolto a studenti con difficoltà di apprendimento, come gli stranieri di fresca immigrazione, ragazzi con alle spalle problematiche sociali o psicologiche); proposta Varie abilità, finalizzato alla didattica inclusiva degli studenti disabili; il progetto Consulenza disabilità e disagio, rivolto alle famiglie di ragazzi con gravi disabilità.

Ma non solo integrazione. Il Bonomi è tra le scuole superiori più impegnate nella battaglia culturale contro la mafia. Per questo ha aderito al progetto didattico Unesco all’Educazione alla legalità, che esorta il dialogo interculturale pensato specificamente per studenti e genitori di origine straniera. Tra i progetti educativi, c’è anche quello contro la cultura della violenza e della sopraffazione nei confronti delle donne all’interno della coppia e della vita familiare. Un progetto valido per qualsiasi scuola, ma che in un istituto dove le ragazze rappresentano oltre il 70% degli studenti, assume una valenza ancora più pertinente.
Un vero modello da seguire.

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