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6 aprile 2012

A scuola per abbattere le barriere della diversità

 

Conoscere gli altri per scoprire se stessi: è questo il segreto dell’evoluzione.

Siamo incatenati ai preconcetti, agli stereotipi, ai modelli che vecchi antenati ci hanno tramandato con la presunzione di essere nel giusto e la convinzione che mai avremmo dovuto cambiare le regole del “gioco”.

Eppure il mondo cambia, si evolve.

Un percorso difficile quello del mutamento, perché cambiare costa fatica, impegno, dedizione, ma soprattutto cultura e conoscenza. Per cambiare c’è bisogno di istruzione e il sapere deve diventare il cibo dell’anima.

L’era dei più forti che dominavano sui deboli è ormai tramontata; questo è il secolo del sapere, unica ancora di salvezza per l’intera umanità.

Solo la scuola, infatti, può cambiare il futuro diffondendo il sapere e inculcando nei giovani la fame della conoscenza, riaccendendo la fiamma della speranza e soprattutto abbattendo le barriere che ostacolano l’integrazione.

Le barriere hanno da sempre diviso il mondo.

Esistono due tipi di barriere: quelle fisiche che si possono abbattere impugnando martelli e picconi e quelle, invece, mentali che possono essere infrante solo attraverso il pensiero divergente.

Per superare questi ostacoli è necessario distruggere i muri della propria mente, aprire gli occhi e imparare ad osservare le realtà che ci circondano, abbattere gli schemi convenzionali e cercare di aprirsi al mondo.

La scuola è il luogo in cui si incontrano culture, religioni, lingue e razze diverse. L’integrazione non è semplice, ma è possibile grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte nell’educazione. È fondamentale che insegnanti e genitori inculchino nei ragazzi il concetto che è alla base dell’uguaglianza: siamo tutti essere umani a prescindere dal colore della pelle, dal luogo di nascita, dal credo religioso, dall’ideologia politica, dall’orientamento sessuale.

Siamo tutti meravigliosamente unici e preziosi proprio grazie alla diversità.

Tra i banchi nascono le prime vere relazioni con gli altri, le amicizie, le simpatie e gli amori. A scuola ci si confronta, si impara a condividere, ci si scontra in modo civile su tematiche differenti ed è proprio sul dialogo che si fonda una società civile.

Gli adulti dovrebbero imparare dai bambini: capire che ci sono differenze che non devono contare, che è importante vivere bene rispettando gli altri.

In fondo le barriere non sono ostacoli insormontabili, ma prove che permettono di crescere, migliorare, scoprire.

La scuola rappresenta, dunque, un viaggio alla ricerca di se stessi, perché è da se stessi che bisognerebbe partire per arrivare a conoscere gli altri; potremmo addirittura renderci conto che in fondo non siamo poi così diversi: siamo esseri umani capaci di sognare, progettare, costruire.

Ayn Rand, infatti, ha detto: “Siamo tutti fratelli sotto la pelle, e io vorrei spellare l’umanità per dimostrarlo”.

 

 

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