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14 aprile 2012

Corea del Sud: professori contro la riforma universitaria

Si accende la protesta in Corea del Nord contro la nuova riforma universitaria che modificherà i criteri di selezione dei dirigenti degli atenei pubblici. La scorsa settimana, circa 9000 docenti, affiliati alla Federazione Coreana delle Associazioni dei Professori universitari, hanno espresso la loro dura condanna nei confronti di una riforma ritenuta inadeguata e mirata a ridurre l’indipendenza degli atenei.

In particolare, i professori universitari hanno contestato il nuovo sistema di selezione del personale dirigente delle università, considerato una minaccia alla libertà accademica: Lee Ju-Ho, ministro dell’Istruzione sud-coreano, intende infatti abolire l’attuale principio di elezione diretta dei presidi delle facoltà, sostituendolo con una sistema di valutazione basato su anzianità e numero delle pubblicazioni dei docenti. In questo modo, secondo la Federazione Coreana, il ministero dell’Istruzione realizzerà un controllo più stretto sulla gestione delle università: gli atenei che non adotteranno i nuovi criteri, infatti, rischieranno una forte riduzione dei sussidi pubblici.

Nonostante la ferma protesta della maggioranza delle università pubbliche, il governo sud-coreano ha difeso il nuovo sistema di valutazione, definito trasparente e meritocratico: lo stesso Lee Ju-Ho ha affermato che le elezioni dei presidi delle facoltà universitarie hanno presentato spesso delle gravi irregolarità, se non addirittura dei casi di corruzione e di compravendita di voti. La nuova riforma, nelle intenzioni del governo, mira a migliorare la competitività dell’istruzione superiore coreana attraverso una selezione dei dirigenti basata sul merito, piuttosto che sulla loro peso politico o economico.

Il metodo con cui sarà valutato il merito, tuttavia, non convince molti professori universitari: la Federazione Coreana, infatti, ha denunciato che questa valutazione si baserà unicamente sul numero di pubblicazioni realizzate piuttosto che sulla loro effettiva qualità. “Per fare carriera, molti docenti ridurranno le ore di insegnamento per dedicarsi alla ricerca – ha affermato Lee Jeong, professore dell’Università Nazionale di Gyeongsang – con inevitabili ripercussioni sulla qualità degli studi offerti”.


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