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22 aprile 2012

Cultura a Palermo – al Kalhesa si confrontano i 4 candidati a sindaco

Lo scorso 21 aprile, al Kalhesa di Palermo, Salvatore Cusimano (Direttore di Rai Sicilia), Alessandro Aricò (candidato a sindaco, Fli -Mpa), Fabrizio Ferrandelli (candidato a sindaco, PD), Massimo Costa (candidato a sindaco, Pdl e Udc) e Leoluca Orlando (candidato a sindaco, IdV – Rifondazione – Verdi) hanno incontrato il pubblico palermitano insieme a Salvatore Ferlita (Direttore della rivista trimestrale palermitana 21 arte cultura società).

L’occasione dell’incontro si è concretizzata in un profondo e sentito confronto sugli orientamenti culturali e le urgenze del capoluogo siciliano, in merito alla questione sugli spazi urbani – assenti o inagibili – e la conseguente rivalutazione delle arti contemporanee –  che in un tempo, oramai remoto, furono oggetto degli approfondimenti e dell’interesse di una Sicilia più avanguardista, attenta osservatrice delle dinamiche culturali europee con le quali, per alcuni decenni, ha saputo raffrontarsi.

Aricò ha sottolineato l’importanza del rilancio dei grandi eventi – a partire dal festino di S. Rosalia. Portando ad esempio l’episodio ultimo della perdita del 30% dei fondi regionali, destinati alla città di Palermo, a causa della cattiva stesura burocratica dei progetti presentati, ha sollevato la necessità di conoscere e rivalutare gli innumerevoli spazi espositivi palermitani – a cominciare dai Cantieri Culturali alla Zisa, nei quali vuole proporre l’istituzione di un museo della fotografia.

Diversa l’opinione di Ferrandelli, per il quale non è di fondamentale importanza la riproposizione dei “grandi eventi”, come il “festino” della Santa, quanto, piuttosto, la riconsiderazione dell’arte e della danza contemporanee attraverso un’attività culturale realmente produttiva, quindi la rivalutazione del centro storico come luogo nel quale far migrare il dinamismo culturale, al fine di consentire l’adesione di una parte della cittadinanza altrimenti esclusa.

Sull’urgenza di «regole del merito» a sostituzione delle «regole d’appartenenza», si è espresso Leoluca Orlando che ha posto l’accento sulla obbligatorietà di una reale conoscenza storica e culturale della città, dopo la quale è possibile iniziare a parlare nuovamente di cultura a Palermo; ha espresso, perciò,  un parere negativo circa la candidatura del capoluogo a “Capitale europea della cultura”, prevista per il 2019: non è possibile – ribadisce Orlando – aspirare al conseguimento di questa attribuzione, se le amministrazioni non concedono gli spazi a chi, tali spazi, sa come gestirli e far rifiorire – un riferimento è caduto, chiaramente, sulle recentissime vicende legate all’occupazione del Teatro “Garibaldi”.

L’ex sindaco ha ricordato come proprio nei momenti più terrificanti, negli anni delle stragi, la città di Palermo abbia vissuto una fioritura delle lettere e della musica (col Gruppo 63 e le Settimane di Nuova Musica) – una fioritura della quale auspica, positivamente, un pronto ritorno.

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