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12 aprile 2012

Da Vanilla Sky alla realtà del Sogno Lucido

“Siamo fatti della stessa materia con la quale sono fatti i sogni e la nostra piccola vita è avvolta nel sonno” La Tempesta di W. Shakspeare.

L’uomo trascorre in media 20 anni della sua vita fra le braccia di Morfeo. Tuttavia, di questi solo 5 sono destinati ai sogni. Dal punto di vista scientifico, il sogno è lucido, quando il soggetto è consapevole di vivere in una dimensione onirica. Secondo i grandi maestri dello yoga tibetano, più è lauta la consapevolezza e più i sogni tendono a lasciare il posto ad una chiarezza imponderabile.

Con l’ausilio di tecniche specifiche, è possibile paventare un’osmosi tra stato di veglia e sonno, giungendo a stadi di consapevolezza, manifestazione e modificazione mentale del tutto assoluti. Nel sogno lucido, non esistono paure. Il pensiero, controllato dalla mente, produce immagini e strutture oniriche tutt’altro che casuali.

Negli ultimi tempi sembra stiano tornando alla ribalta le antiche teorie dei grandi maestri orientali. La metafisica aristotelica e quella ancor più atavica dei maestri tibetani, tendono ad innescare l’interesse di un numero sempre crescente di curiosi e studiosi del settore. Al riguardo, esiste una fiorente letteratura moderna, d’impronta ora psicoanalitica ora quantistica.

E poi come ignorare gli afflati della cinematografia holliwoodiana dagli anni ‘90 ad oggi. Vanilla sky, il Tredicesimo Piano, the Dark City e Nirvana sono rappresentazioni cinematografiche incentrate sull’idea del sogno lucido.

In particolare, nel cult-movie Vanilla Sky, un giovane e ricco libertino statunitense, a causa di un terribile incidente stradale è sottoposto senza successo ad un intervento di ricostruzione del volto. La sua vita cambia vertiginosamente, al punto da spingerlo ad una scelta estrema: morire per farsi ibernare dalla Life Extention, edulcorato da un realtà mentale ( sogno lucido) prestabilita, in attesa di tempi migliori.

Fantascienza? Sembra proprio di no.

Di recente, Richard Wiseman, docente dell’Università britannica dell’Hertfordshire, ha condotto un singolare studio sulla manipolazione delle attività oniriche. Attraverso la creazione della App “Dream: On”, lo scienziato si è detto convinto di potere influenzare i sogni umani, grazie ad una serie di suoni da emettere durante le fasi acute del sonno. Secondo Wiseman, i suoni rappresentano l’emblema dei paesaggi in cui essi sono prodotti. Così ad ogni suono corrisponde una specifica dimensione onirica. In altre parole, il sogno che si desidera vivere, mentre si dorme, è innescato dai suoni riprodotti dalla app.

Per funzionare, Dream:On necessita di alcune semplici norme. La prima cosa da fare è prestabilire la dimensione onirica che si desidera rivivere. Poi bisogna disporre l’iphone vicino al cuscino, in modo da concedere al programma di carpire quando sia iniziata la fase Rem. Infine, quando il corpo e la mente giungono in tale fase, la app inizia ad emettere i famosi suoni. La App è gratuita e potrà essere scaricata da chi deciderà di sottoporsi all’esperimento.

 

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