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4 aprile 2012

Google Art Project: attraverso il Web entriamo nei musei

Attraverso una nuova piattaforma lanciata da Google sul Web lo scorso Febbraio, tutt’oggi  abbiamo modo di visitare virtualmente un numero complessivo di 151 musei presenti in 40 nazioni di tutto il mondo, tutto questo grazie a “Google Art Project”, attraverso il portale possiamo in questo modo programmare le nostre visite contemporaneamente in più musei creando dei percorsi telematici, o anche preferenziali su una base di scelte personali.

Il progetto attraverso nuove innovazioni tecnologiche ha previsto una rivoluzione nelle visite dei musei che oggi possono essere effettuate comodamente da casa, questo grazie all’utilizzo della nuova tecnologia “Street View”  che ci permette di scattare immagini ad alta definizione zoomando sui dettagli per poter evidenziare i particolari dell’opera d’arte selezionata con una definizione di 360 gradi in orizontale e 290 in verticale e un elevato numero di megapixel.

Visitare sul Web i Musei Capitolini, Il Prado, le strade di Pompei prima e dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., tanti altri musei e persino la Casa Bianca da oggi sarà semplicissimo. Così avremo modo di osservare in modo dettagliato l’ambiente visitabile attraverso il suo arredo cercando nei percorsi scelti le opere di maggiore interesse, attualmente ne sono disponibili circa 30 mila correlate di schede dettagliate riguardo la sua reale collocazione all’interno del museo, il paese ospitante, l’artista esecutore.

Lo sviluppo del progetto si può considerare una evoluzione graduale di un idea lanciata sul Web qualche anno fa sempre dal motore di ricerca Google “Google 3D” che  attraverso migliaia di immagini in assoluto per la prima volta ci consentiva una visita archeologica in Iraq nell’antica terra della Mesopotamia, ma anche nel preziosissimo museo di Bagdad grazie ad un progetto tutto italiano coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con lo Stato Maggiore dell’Esercito e le Università di Torino, di Udine, della Sapienza di Roma e diversi enti culturali. L’indiscusso successo dette l’opportunità di allargare gli orizzonti, questo  per consentire ai visitatori un maggior numero di siti archeologici, di opere d’arte e di musei presenti nel mondo, “Il giardino delle delizie” di Heronymus Bosch, “Il 3 di Maggio” di Goya, “La Primavera del Botticelli”, “La Monna Lisa” di Leonardo Da Vinci, non avevano più segreti attraverso l’applicazione del 3D consentendo anche la scoperta di nuovi dettagli preziosi delle opere (questo in particolar modo è avvenuto con “La Gioconda di Leonardo”).

Negli anni a venire ci abitueremo maggiormente a nuovi e sempre più evoluti modi di visitare i luoghi delle culture ma anche delle memoria del nostro passato sempre da riscoprire, questi nuovi sistemi tecnologici sono meno dispendiosi e consentiranno nuovi approcci verso la visione di luoghi e di opere d’arte (che saranno spostate sempre meno dalle loro collocazioni nei musei). Non si investe molto nella salvaguardia delle opere d’arte, ma comunque ci auguriamo che le nuove generazioni non perdano l’interesse per la cultura, e anche se questo è utopistico possiamo sperare che almeno una parte di essi lo facciano.

 

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