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20 aprile 2012

“Hunger” in Italia!

“Hunger”. Arriva in Italia dopo quattro anni, il primo lungometraggio o meglio, capolavoro di Steve McQueen. Nel 2008 il film è stato presentato al Festival di Cannes, dove vinse la  Camera d’Oro come migliore opera prima. Finalmente la distribuzione (BIM) è stata trovata anche in Italia e le proiezioni al cinema inizieranno dal 27 Aprile 2012.

Il film è famoso in Gran Bretagna, ma particolarmente in Irlanda, per la storia del martirio subìto dall’attivista dell’IRA (Provisional Irish Army) Bobby Sands. Ambientato nella prigione di Long Kesh chiamato anche “The Maze”, situato nell’Irlanda del Nord. Bobby stava scontando una condanna di 14 anni per possesso di arma da fuoco.

Il regista ci propone una rappresentazione cruda, minimizza la realtà di tutti i prigionieri di quel carcere, dimostrando il suo occhio imparziale ma presente. Catapulta lo spettatore all’interno di quel carcere, mostrando la crudeltà dei pestaggi ed al centro della scena c’è sempre il corpo nudo. Un aspetto fisico così consumato che lo si può paragonare all’immagine spettrale del paese nell’anno 1861.

Bobby Sands è interpretato dallo straordinario Michael Fassbender, infatti il sodalizio tra il giovane attore ed i regista parte proprio da questo lungometraggio, arrivando fino al recente film Shame, tanto discusso però tanto bello. Affrontando sempre dei temi molto forti, in “hunger” si racconta della storia di un ragazzo che crede nei propri ideali.

A soli 27 anni decide di iniziare uno sciopero della fame contro l’abolizione dello status di “categoria speciale”, garantito a tutte le persone che venivano arrestate per cause legate al movimento “separatista” dell’Irlanda del Nord. Criminalizzando il problema, e di conseguenza allontanando dalla politica la questione difficile dell’Irlanda del Nord, così da diventare un problema di ordine pubblico. Lo sciopero della fame durò 66 giorni. Fino a quando paradossalmente Sands decise di lasciarsi prendere dalla morte per affermare la sua vita e quella di tanti altri.

Il film racconta perfettamente la storia di questo ragazzo che ancora oggi viene commemorato, ma McQueen nei primi 20 minuti del lungometraggio ci fa assistere al martirio senza fine degli altri prigionieri, solo dopo ci presenta Sands, per dire che era la storia di tutti. Nel film c’è un trionfo di immagini e lunghi piani sequenza, aleggiati da poche parole, fino a quando la macchina da presa si ipnotizza per 17 minuti davanti a Bobby e il prete. Qui Fassbender è stato chiamato a realizzare una prova d’attore molto difficile, e grazie alla sua bravura oggi è uno degli attori più acclamati del mondo.

 

 

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