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23 aprile 2012

Il giornalismo attuale: certezza del passato ed incertezza di significato

«Non vi sono molte filosofie a partire dalla fine del XVIII secolo, che non ruotino attorno alla domanda: Chi siamo noi al momento attuale? (…) Ma penso che tale domanda sia anche a fondamento del mestiere di giornalista »

Foucault che considerava il proprio lavoro più affine a quello del giornalista che del filosofo in Pour une morale de l’inconfort  ritiene che giornalismo e filosofia s’ itersechino, in effetti, sia intorno alle problematiche dell’ oggi sia del rapporto che s’ innesta tra evento e attualità.

Nell’ attesa di avere gli strumenti per rispondere a quesiti circa il dualismo della filosofia giornalistica, cosa che potrebbe contribuire a renderla univoca, le prospettive foucaultiane sono utili strumenti da filosofo e da giornalista per riflettere ora che siamo a ridosso del festival internazionale di giornalismo sul noyau dur della professione giornalistica, nervosamente attuale.

Cosa fa notizia? Quanto è difesa oggi la verità? Il giornalismo filosofico foucaultiano consiste in una battaglia a colpi di verità, di certo non potrebbe essere diversamente per il teorico della parresia che considera il parlare franco, del parresiasta, quale espressione di una libertà totale e definitiva dal conformismo.

Il carattere ed il pregio del giornalista filosofo faucaultiano dovrebbe essere allora il lato critico inteso come problematizzazione dell’ attualità e come posizione mediana tra la predizione del futuro ed il commento cosciente del passato. Il giornalista dovrebbe quindi essere un filosofo nel senso di amante della conoscenza, della parola e dell’ approfondimento.

Se sembra ormai chiaro che il mezzo con il quale egli compie il proprio dovere non abbia più importanza ora che carta stampata, media e social network hanno livellato la fonte della notizia, rimane pero’ la questione della qualità della res giornalistica e l ‘ ideale giornalistico che vi soggiace. L’ engagement del giornalista, il suo essere impegnato, nella politica, nella cultura, nel sociale..

Quanto deve essere in definitiva coinvolto nel proprio presente colui che dovrebbe distaccarsene illudendosi qualche volta persino di esservi superiore?

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