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27 aprile 2012

In memoria di Giuseppe Podda e delle sue ‘Storie di Cagliari’

Mostra in onore di Giuseppe poddaSono passati cinque anni dalla morte dell’artista Giuseppe Podda (1930-2007) ed è proprio in onore del quinquennale dalla sua scomparsa che il Comune di Cagliari organizza una mostra fotografica nello spazio SEARCH di via Roma del Municipio di Cagliari, per ricordare questa forte personalità che ha documentato con il suo operato la vita quotidiana, sociale e politica degli abitanti dell’isola da lui tanto amata.

L’evento si svilupperà dal 30 Aprile al 6 Maggio e l’inaugurazione prevede un programma che inizierà con la mostra fotografica intitolata “La  città che non muore” , composta da un archivio di fotogrammi personali del giornalista sardo, seguita da un Reading musicale “Quattro passi in una piccola città” e da una presentazione della nuova edizione del volume di Podda “Piccola città. Uomini e storie di Cagliari e dintorni”.

Giuseppe Podda  nasce a Cagliari nel 1930. Giornalista e studio sodi cinema, redattore per oltre trent’anni de L’Unità e direttore di Rinascita Sarda, è stata una personalità molto forte e presente nella testimonianza del vario e vasto panorama della personalità isolane di spicco come Antonio Gramsci di cui, tuttavia, non amava la teoria dell’ ‘intellettuale puro’, ossia di colui che si accosta al popolo per teorizzare i suoi sentimenti e non per comprenderli o porsi all’unisono con essi. Bisogna però sottolineare qual’era in realtà la sua caratteristica principale, ovvero quella di interessarsi allo stesso modo delle persone comuni che formavano la vera storia della Sardegna. Dal pescatore al minatore, dalla massaia al ferroviere, queste erano le figure che più amava immortalare personalmente con la sua macchina fotografica e di cui amava raccontare storie e spaccati di vita quotidiana.

Molta attenzione manifestava e volgeva  ai militanti e compagni di lotta politica, di cui amava sottolineare l’impegno e la passione per costruire l’Unità, di cui parlava con ammirazione come se si parlasse di personalità in vista e per i quali poteva perdere le staffe se venivano considerati con sufficienza e disinteresse.

Era si un intellettuale ma uno di quelli che si affiancano alla gente comune, al popolo portatore di dote e tradizione, di un patrimonio storico che lasceranno di generazione in generazione e che costituiscono una città che non muore :

“La Cagliari di un tempo, con le sue donne energicamente protese a tirar su unu carrasciu de fillusu, oggi ci appare molto lontana, ma se volgiamo lo sguardo verso le desolate periferie, sotto sotto sembra, per certi versi, continuare ancora” (Piccola città).

 

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