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3 aprile 2012

Istat: solo un giovane su tre in Italia trova lavoro

Dati allarmanti e sconfortanti soprattutto per tutti gli studenti che si troveranno da qui a breve a intraprendere dopo la maturità la strada del lavoro o dell’università. Giovani che in preda all’ansia della scelta su cosa fare della propria vita si scontreranno con la dura realtà di chi deve lottare per la sopravvivenza.

Si guarderanno alle spalle e i più fortunati avranno a fianco una famiglia economicamente stabile che potrà seguirli negli studi, ma che non potrà garantirgli una stabilità occupazionale all’indomani della laurea; mentre i meno fortunati si troveranno con genitori a loro volta disoccupati, o in cassa integrazione, o licenziati e con il mutuo della casa sulle spalle, senza sapere cosa aspettarsi dal futuro vista l’incertezza dei familiari stessi.

Stando all’ultima indagine presentata un anno fa (maggio 2011) da Almadiploma sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati 2009 e 2007 a un anno dal conseguimento della maturità, la situazione non è per niente rassicurante sia per chi sceglie di continuare gli studi che per chi intraprende la carriera lavorativa.
Tra tutti coloro che hanno deciso di continuare gli studi, il 75% si dedica all’università a tempo pieno, mentre gli altri preferiscono cercare un lavoro part-time oltre allo studio. Il più delle volte però la scelta non soddisfa le aspettative delle matricole che alla fine del primo anno accademico decidono di lasciare gli studi oppure di cambiare corso di laurea o addirittura facoltà.

La situazione non è molto più rosea tra coloro che, invece, decidono di cercare un lavoro dopo la maturità: il 23,6% dei diplomati del 2009 ha scelto di lasciare gli studi e cercare lavoro. Tra quelli che sono riusciti a trovare un’occupazione, circa il 33% ha un contratto di apprendistato, mentre il 40% ha un contratto atipico e solo il 23% ha un contratto a tempo indeterminato. In media guadagnano 970 euro al mese. Tra coloro che si sono messi alla ricerca di un lavoro, però, c’è anche chi non è riuscito a trovare nulla ed ha smesso di cercare un’occupazione: si tratta del 15% dei diplomati del 2009. Questi ragazzi, delusi dal mondo del lavoro, hanno scelto di non fare più nulla.

Guardando agli ultimi dati Almadiploma e ai dati forniti ieri dall’ Istat sulla disoccupazione la situazione non può che peggiorare portando i giovani ad abbandonare l’ambizione di un futuro migliore per buttarsi magari nelle mani del primo call center sottopagato pur di tirare avanti.

Ma c’è un dato che fra tutti fa più paura, quasi metà delle giovani ragazze meridionali è disoccupata. Giovani donne costrette o a rinunciare agli studi e a buttarsi nelle braccia del primo uomo che possa garantirgli un briciolo di stabilità rinunciando alla carriera, ai sogni e alla propria indipendenza, o a rinuciare alla propria dignità offrendo la loro immagine al migliore offerente pur di sopravvivere.

Già sopravvivere, giorno dopo giorno, accontentandosi di ciò che la vita ci offre, disoccupati o no, lavoratori a tempo determinato o indeterminato, studenti o no, ai giovani italiani non resta che sperare ottimisticamente in quel migliore dei mondi possibili di cui parlava il Candido di Voltaire.

 

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