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20 aprile 2012

La scomparsa di don Giacomo Tantardini: ecco chi era

Giacomo Tantardini
Giacomo Tantardini

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Morto Giacomo Tantardini: chi era, biografia e breve curriculum per ricordarlo.

L’Associazione culturale universitaria Antonio Rosmini di Padova si unisce al dolore, alla preghiera e alla speranza cristiana dei familiari e degli amici di don Giacomo Tantardini, scomparso ieri sera nella sua abitazione romana dopo una lunga malattia.

Il sacerdote, lombardo di origine, ma incardinato nella diocesi di Roma, era molto conosciuto a Padova per essere stato per undici anni relatore dei convegni sull’attualità di sant’Agostino, organizzati dalla nostra associazione in collaborazione con altri gruppi, associazioni, collegi universitari e realtà culturali della nostra città e svoltisi quasi sempre nell’aula magna del nostro ateneo.

funerali di don Giacomo Tantardini saranno celebrati a Roma lunedì 23 aprile alle 15.00 nella Basilica di San Lorenzo al Verano (piazzale del Verano, 3). La camera ardente sarà allestita a partire dalle 13.00 di oggi – venerdì 20 aprile – presso la Basilica di S. Lorenzo al Verano.

Ecco chi era Giacomo Tantardini: biografia e brevi note da curriculum sulla sua vita

Ecco alcune brevi note biografiche. Giacomo Tantardini, nato a Barzio (Lecco) nel 1946, ha studiato teologia nella Facoltà teologica di Milano del Seminario di Venegono. È stato ordinato sacerdote nel 1970. Nel 1975 ottiene la licenza in Diritto canonico nella Pontificia Università Gregoriana. A Roma diviene l’ispiratore prima del settimanale Il Sabato e poi della rivista 30Giorni nella Chiesa e nel mondo diretta da Giulio Andreotti. Ha curato il libretto Chi prega si salva, tradotto nelle principali lingue, tra cui il cinese, e distribuito in centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo, di cui il cardinale Joseph Ratzinger ha scritto la presentazione nel 2005. Oltre alle lezioni padovane su sant’Agostino, don Giacomo dal 2008 è stato docente di Teologia filosofica nella Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura – Seraphicum.

Moltissimi i docenti universitari che hanno partecipato agli incontri padovani, a partire dal prof. Giuseppe Butturini di Storia della Chiesa, che ospitò le prime lezioni all’interno dei suoi corsi nel 1998, fino ai rettori Giovanni Marchesini, Vincenzo Milanesi e Giuseppe Zaccaria, che volentieri ospitarono e in più occasioni introdussero le lezioni di don Giacomo. Ecco solo alcuni degli altri correlatori: Gianpaolo Romanato, Gianpiero Giron, Francesco Favotto, Lorenzo Bernardi, Franco Todescan, Mario Bertolissi, Massimo Castagnaro, Giorgio Palù, Bernardo Colombo, Leontino Battistin, Lorenzo Fellin, Gilberto Muraro, Enrico Berti.

Molti anche gli illustri ospiti esterni all’ateneo, a partire dall’allora patriarca di Venezia cardinale Angelo Scola, legato a don Giacomo da lunga amicizia, l’arcivescovo di Algeri Henri Teissier, Giancarlo Galan, Pierluigi Bersani, Giulio Andreotti che con Tantardini ha condiviso per anni la cura del mensile internazionale 30Giorni e, sotto il segno di un’amicizia fedele attraverso gli anni, il procuratore Pietro Calogero.

Dalle lezioni padovane, durate dal 1999 al 2010, sono stati tratti anche due volumi dell’editrice Città Nuova Il cuore e la grazia in sant’Agostino: distinzione e corrispondenza con introduzione dell’eminente studioso agostiniano Nello Cipriani e Il tempo della Chiesa secondo Agostino con l’introduzione dell’arcivescovo di Buenos Aires cardinale Jorge Mario Bergoglio.

L’ultimo incontro della “Rosmini” a cui don Giacomo partecipò si svolse mercoledì 16 marzo nel teatro della Facoltà Teologica del Triveneto: una presentazione del volume Gesù di Nazareth di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI assieme al teologo protestante Rainer Riesner.

A Padova inoltre don Giacomo era molto legato alla basilica del Santo, e per anni ha tenuto delle meditazioni nel tempo di Natale e di Pasqua. Fu presente per l’ultima volta lo scorso 21 febbraio, per una celebrazione per il VII anniversario della morte di don Luigi Giussani, suo carissimo amico.

Di questa meditazione riportiamo solo una frase: «In fondo la vita di don Giussani è stata testimonianza ed esempio di questa realtà: che la grazia crea la fede istante per istante. Quello che a noi è dato – perché anche questo è dato – il Vangelo di oggi e la lettera di Giacomo lo esprimono con la parola umiltà. Quello che a noi è dato è di essere umili, perché ai superbi Dio resiste, agli umili concede la sua grazia. Quello che noi è dato è di essere come bambini».

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