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12 aprile 2012

Le “Ciliegine” sulla cinepresa di Laura Morante

“Si parla del rapporto fra i due sessi, noi abbiamo scelto una donna perché mi interessava il punto di vista femminile, non credo che la situazione possa ripetersi a ruoli invertiti. Questa forma di incomprensione va soprattutto in questo senso, conosco molte donne che che si lamentano delle disattenzioni degli uomini. Amanda non reclama la ciliegina, reclama l’attenzione.”

Questo è la dichiarazione lasciata da Laura Morante alla conferenza stampa romana dedicata al suo nuovo film intitolato Ciliegine. Spiega in poche parole il tema fondamentale che circonda il film, una chiave di lettura che attraversa una trama non proprio originale, arrivando con attesa al parossismo d’intonazione prettamente femminile. Il film esce nelle sale italiane il 13 Aprile 2012, distribuito da Bolero Film con produzione francese, distribuito in 50 copie.

Con questo film la Morante mostra la sua completa versatilità, conquistando le vesti di regista un pò per casualità e condita da una giusta dose di fortuna, ma non solo, ricopre anche il ruolo di sceneggiatrice insieme al suo primo marito Daniele Costantini. Il film ha avuto un trascorso abbastanza turbolento, infatti hanno impiegato 7 anni per finirlo. Inizialmente la sceneggiatura è stata scritta in italiano, una volta mandata a vari soggetti non  hanno ricevuto nessuna risposta. Nel frattempo è stata proposta ad un produttore francese Bruno Peserey, una volta tradotto nella sua lingua è stato immediatamente accettato, ma doveva diventare un film francese.

Infatti è ambientato nella suggestiva Parigi, Laura Morante  si è vista inoltre interpretare il ruolo della protagonista (Amanda), dato che non c’era nessuna attrice italiana che potesse recitare in francese. Quindi una vera odissea, ripagata da un buon lavoro riuscito. Come afferma la stessa attrice questo film è nato dall’attenta osservazione delle coppie, cui a volte sono annebbiati da false apparenze. Lei è una grande amante di personaggi insopportabili, proprio come la protagonista Amanda,  che rifiuta letteralmente gli uomini, infatti le viene diagnosticata la “Androfobia”: ha paura degli uomini. Per lei i maschietti sono caratterizzati prevalentemente da arroganza, indifferenza e tradimento.

Qualunque inezia può diventare per lei un pretesto per interrompere le relazioni. Questo punto focale si riallaccia subito al nome del titolo “Ciligine”, che nasce dalla scena clou, del “furto” dell’unica ciliegina di una torta durante una cena romantica. Quindi la ciliegina è la metafora che spiega tutti gli errori che un uomo può compiere nel confronti della donna. Ma la storia avrà un evolversi pienamente positivo, rivelandosi una parodia che gioca con i cliché della commedia romantica. Tenedosi bel lontani dall’ironia, che come afferma ancora una volta la Morante, avrebbe raffreddato l’approccio con la storia che invece è risultato zuccheroso e volutamente romantico.

La trasformazione di Amanda avverrà nella notte del 31 Dicembre, quando incontrerà Antoine (Pascal Elbé)  sarà trafitta da un vero colpo di fulmine, cambiando completamente il suo modo di essere con gli uomini solo perché è convinta che lui è gay. Purché Amanda possa guarire da l’Androfobia, bisognerà convincere Antoine di fingersi gay…

 

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