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14 aprile 2012

Le rose non son fiorite

Viterbo in fiore rinviato. Tra le motivazioni il ritardo e la riduzione dei fondi regionali

Diventerà fiore di maggio, come la canzone di Fabio Concato. Ma la data è ancora da destinarsi, con il concreto rischio che venga saltata del tutto. Quello che è certo è soltanto il rinvio di Viterbo in fiore, la fiera floreale che si svolge nel cuore di Viterbo, la parte medievale di San Pellegrino.Come già era stato preannunciato su queste pagine (http://www.controcampus.it/2012/04/se-son-rose-fioriranno/) i presagi non erano fra i più positivi: l’eccessiva burocratizzazione e la decisione di  non affidarsi più ad una gestione privata aveva portato ad un aumento corposo del costo dell’evento, pari a circa 166 mila euro (e non 166 milioni, come erroneamente affermato in precedenza N.D.R.).

 

Inoltre il contributo della regione, previsto sui 60mila euro, non è arrivato entro i limiti di tempo consentiti. E il problema non è soltanto temporale, ma anche quantitativo: lo stanziamento previsto dalla regione si è dimezzato, arrivando a 30mila euro. Questo è un ulteriore snellimento dopo quello del 2011, che era passato da 100mila a 60mila euro.

Le indiscrezioni più attendibili parlano di un rinvio nel fine settimana dall’11 al 13 maggio o più verosimilmente tra il 18 e il 20.

Durissima la presa di posizione dell’Ente autonomo San Pellegrino in fiore, affidata ad una lettera aperta pubblicata sul periodico online Tusciaweb dal titolo emblematico Siete riusciti a far morire San Pellegrino in Fiore (http://www.tusciaweb.eu/2012/04/siete-riusciti-a-far-morire-san-pellegrino-in-fiore/).

L’ente si lamenta della mannza di competenza e di praticità gestione, ed imputa al comune di Viterbo l’apatia organizzativa e la mancata ricerca di alternative per sopperire a situazioni come questa.

La lettera trova il suo punto focale in una vera e propria apostrofe: Bravo sindaco Giulio Marini, bravo assessore Enrico Maria Contardo, siete riusciti a far quasi morire una manifestazione con alle spalle XXIV edizioni, che costava alla comunità meno della metà della cifra spesa per l’edizione 2011 (con tutti i commenti che ne sono conseguiti).

Ma l’ente ci tiene a sottolineare che lo scopo della lettera è riallacciare i rapporti con l’amministrazione comunale, che avevano portato ad una sinergia tale da portare lustro ad una fiera che ha visto nei momenti migliori decine di migliaia di turisti nella città viterbese.

Ed anche qui è lecito dire: se son rose, fioriranno.

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