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20 aprile 2012

L’Università Pessoa ricorre al Tar, ma l’ANDI non ci sta

Solo qualche settimana fa, la decisione del Miur di non concedere all’Università lusitana Ferdinando Pessoa  l’autorizzazione ad aprire una succursale in Italia della facoltà di Odontoiatria.

Lisbona, non contenta, risponde e ricorre al Tar chiedendone la sospensiva.

La questione risale al 16 febbraio scorso quando l’Università portoghese chiedeva l’iscrizione di 250 studenti al corso di laurea in odontoiatria presso una succursale portoghese dell’Università Pessoa in Italia.

Tale richiesta sollevò l’ira delle associazioni mediche: AIO, ANDI, CAO, Collegio dei Docenti e Conferenza permanente, oltre ai corsi di laurea in odontoiatria, i quali tramite un comunicato stampa espressero tutta la loro preoccupazione per l’istituzione in Italia di “un corso di laurea privato per la formazione di dottori in odontoiatria e protesi dentaria, con accesso non programmato ed a quote di iscrizione molto elevate”.

Il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale dentisti italiani (ANDI) Gianfranco Prada in un comunicato stampa ha espresso la volontà di ricorrere ad un’azione legale in quanto “quando la professione odontoiatrica rischia di subire un pericoloso attacco, la nostra associazione è pronta a reagire utilizzando anche  gli strumenti giudiziari”.

Secondo l’ANDI, difatti, qualora il Tar accettasse il ricorso dell’Università Pessoa, altri atenei stranieri, più facilmente, si sentirebbero invogliati e liberi di aprire succursali nel Belpaese generando un surplus di medici odontoiatri.

Tutto questo preoccupa anche gli atenei italiani il cui accesso a numero programmato prevede ottocento nuove matricole ogni anno. Tale restrizione è frutto di un’operazione ben precisa, in quanto in Italia il numero degli odontoiatri è in gran misura maggiore alle necessità, considerando che già vi è un medico ogni ottocentomila abitanti e l’OMS ne prevede uno ogni duemila.

Il tutto si inserisce in un constesto sociale già per di sè molto difficile. Con quest’azione l’ANDI intende soprattutto tutelare le università italiane ed evitare il proliferarsi di figure professionali dalla forte valenza elitaria.

 

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