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22 aprile 2012

Per chi ama il calcio una partita di pallone è come fare l’amore

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Per chi ama il calcio

Per chi ama il calcio

Per chi ama il calcio una partita di pallone è come fare l’amore.

«Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce», scriveva Osvaldo Soriano, giornalista e scrittore argentino, falsando le celebri parole di Pascal.

In effetti qualche ragione misteriosa che anima la passione per il calcio deve pur esserci.

Se un uomo che può vedere comodamente una partita in tv preferisce uscire di casa e andare in uno stadio, se per la propria squadra si emoziona e rimane incollato allo schermo per almeno novanta minuti la domenica.

Il mistero sembra averlo svelato una ricerca condotta dal dottor Leander van der Meij, ricercatore dell’Università di Valencia, durante la finale dei mondiali di calcio del 2010, giornata in cui la Spagna vinse sulla squadra dell’Olanda.

Ad attrarre gli uomini verso il calcio sarebbe il fatto che questo porta a rilascio di sostanze nell’organismo, uguali a quelle che entrano in circolazione dopo un rapporto sessuale.

Per chi ama il calcio guardare una partita è come fare l’amore: ecco perchè

In parole povere, si. Durante quei novanta minuti, in cui un pallone rimbalza tra i piedi di ventidue giocatori, il tifoso si agita, impreca contro l’arbitro, urla di gioia quando la sua squadra segna, e nel frattempo i suoi ormoni schizzano alle stelle. Testosterone e cortisolo, gli stessi ormoni che vengono rilasciati durante il sesso, invadono l’organismo del tifoso e, più la gara entra nel vivo, più la tensione sessuale aumenta.

Durante la finale dei mondiali 2010, cinquanta tifosi spagnoli sono stati sottoposti alla misurazione dei livelli di cortisolo e testosterone in vari momenti della gara. Il team di ricercatori ha poi rilevato l’andamento delle misurazioni, notando che il livello di testosterone aumentava gradualmente durante il corso della partita, il livello di cortisolo presentava delle oscillazioni che dipendevano dall’età del tifoso.

Il cortisolo, ormone dello stress, raggiungeva un picco elevato solo nei tifosi più giovani, e ciò ha portato i ricercatori a concludere che ciò poteva essere correlato alla teoria della autoconservazione sociale. Un’alta produzione di questo ormone indica che l’individuo si trova in una situazione che percepisce come una minaccia al proprio status sociale, quindi il tifoso identifica la possibile sconfitta della squadra del cuore come un pericolo per la propria stima sociale.

I ricercatori hanno paragonato la stimolazione provata dagli uomini durante la partita della propria squadra a un’intensa e prolungata attività sessuale. Insomma, novanta minuti di calcio potrebbero equivalere a novanta minuti di sesso sfrenato, ma invece che occuparli nel letto con la propria partner si trascorrono, il più delle volte, al tavolo di un bar insieme ad altri maschietti tifosi di calcio, guardando le gesta degli amati atleti.

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