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28 aprile 2012

Valeria Lukyanova sembra Barbie, perfetta ma non di plastica

Valeria Lukyanova
Valeria Lukyanova

Valeria Lukyanova

Ha soltanto 21 anni, si chiama Valeria Lukyanova, viene dalla Russia e ha già speso 800 mila dollari in operazioni chirurgiche.

Segni particolari: è Barbie in carne, ossa e silicone.

La sua passione per la bambola giocattolo più famosa e venduta al mondo, l’ha portata a volerle somigliare fisicamente ad ogni costo.

Fisico statuario, capelli biondissimi e lunghi, pelle simile ad una dea greca, occhi azzurro cielo, naso e bocca perfetti quasi disegnati (più precisamente conoscono bene il bisturi).

È spaventosamente perfetta, e non è un eufemismo affermare che somiglia ad una bambola.

Ciò che allibisce guardando le foto di Valeria Lukyanova è la vita esattamente “a clessidra” come il bacino di Barbie.

Una forma fisica dunque molto vicina al mondo delle bambole, quelle che escono dalle fabbriche di giocattoli però, assemblate pezzo dopo pezzo e lontane dal reale aspetto fisico di un essere umano.

Il punto è esattamente questo: la ragazza, ritoccata fino agli estremi della chirurgia, non sembra quasi umana, sfiora l’anoressia e ha aperto un dibattito molto sentito specie sui social network. Molte persone, dopo aver conosciuto il caso della “ragazza-Barbie”, si abbandonano alcuni a commenti che la definiscono “ridicola”, mentre altri ipotizzano la possibile psicologia che si celerebbe dietro una volontà così assurda.

Valeria Lukyanova è bella come Barbie ma quali sono i limiti della chirurgia estetica?

La domanda che nasce è: quali sono i limiti (ammesso che esistano) della chirurgia estetica, pronta ad assecondare ogni capriccio umano? Il caso di Vanessa Lukyanova non è che l’ennesima dimostrazione di un sistema sociale purtroppo molto attento alle apparenze e la ragazza non è che un’altra vittima dell’ideale della perfezione. Si tende alla totale realizzazione fisica per sfamare quella sete di bellezza compulsiva cui si è quotidianamente proiettati senza pensare che magari quel corpo da bambola sia una gabbia che imprigiona un animo fragile e indifeso come quello della ragazza. Alle accuse che le vengono mosse, infatti, lei risponde: “ […]tutti ripetono come dei pappagalli che sono soltanto una bambola […]  nessuno ha mai raccontato che sono una cantante […] canto l’opera […] ho un tono da soprano. Sono una compositrice e ho scritto più di 70 canzoni”.

Introno a Valeria Lukyanova il dibattito sui limiti della chirurgia plastica

Il dibattito sui limiti della chirurgia plastica è spalancato e specie negli ultimi tempi raccoglie numerosi proseliti. Il ricorso alla chirurgia plastica, è tema che spesso interessa e proviene proprio dal “fantastico” e ingannevole mondo delle star del cinema e della moda; mondo che sforna fisici e volti innaturali (pensiamo alla pop star Madonna o alla cantante Cher) con il solo scopo di dare un’idea di perfezione che possa protrarsi nonostante il tempo. Gli esempi sbagliati e purtroppo anche estremi di ricorsi al bisturi (gli innumerevoli interventi di mastoplastica additiva di Pamela Anderson ad esempio) sono attuali e basta guardarsi attorno per capire che spesso si superano i limiti stravolgendo i “connotati” donatici da madre natura.

In ogni caso, dovrebbe essere competenza e interesse del medico chirurgo, il giudizio in merito alle scelte e alla volontà di un paziente durante il percorso verso la “modificazione del proprio corpo”. Un medico ha il dovere di giudicare se una decisione abbia significato ai fini estetici.

Il rimedio contro scelte di cui in futuro ci si possa pentire (come la veterana Nina Moric) è aspettare l’età adulta e soprattutto parlare e accettare le direttive di chi ne sa qualcosa o semplicemente guardare quelle persone che vedono le proprie imperfezioni come il sacrificio di una vita. Per citare la bellissima Anna Magnani: “le rughe non coprirle, ci ho messo una vita a farmele venire”.

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