Liposuzione e Mastoplastica Additiva. Gaia e Tara: liposuzione si e mastoplastica no. Due esperienze a confronto

Redazione Controcampus 26 Maggio 2013

Sono sempre di più i giovani che trovano nella chirurgia plastica ed estetica, liposuzione, mastoplastiva ed altri interventi, un valido alleato per affrontare le loro paure, per decidere di somigliare al personaggio famoso o perchè è tendenza.

Spesso sono gli stessi genitori ad accompagnare i figli nella scelta della chirurgia plastica ed estetica, e sempre più spesso con regali premio.

Gli specialisti raccomandano sempre prima di affrontare la scelta di sottoporsi ad operazione chirurgia di valutare l’effettività del problema. Il problema estetico: la liposuzione la mastoplastica ecc. deve essere tale da giustificare l’intervento dello specialista.

Lo abbiamo chiesto a Gaia, giovane studentessa di 23 anni che ha deciso di sottoporsi ad un intervento di liposuzione.

“Ho 23 anni, ma per anni sono stata in paranoia con le mie gambe sempre gonfie e piene di liquidi. Fatto che mi ha sempre provocato non poche noie, soprattutto a livello estetico.

Non mi sentivo bene con me stessa ho tentato qualsiasi terapia, anche le più drastica l’ultima dieta drastica che ho fatto è stata 2 anni fa e mi ha quasi portata all’anoressia.

Giovani e liposuzione

Giovani e liposuzione

Non ce la facevo più. Per quanto mi uccidessi di ginnastica, esercizi ecc non mi riusciva di risolvere un bel niente. In 5 anni le ho provate veramente tutte: trattamenti estetici, massaggi, presso-terapia ecc ma tutto inutile,anche perché per mia natura sono un tipo tendenzialmente fragile. Mi butto giù facilmente, in più sono molto pigra il che certamente non aiuta. Così dopo una serie infinita di fallimenti ho deciso di affrontare la liposuzione. Avevo una strizza addosso che non ti dico. Chiaramente si è trattato di una decisione assolutamente ponderata, vagliata insieme ai miei genitori prima di tutto e anche al mio ragazzo. Occorre fare le proprie valutazioni, certo, ma poi bisogna confrontarsi con uno specialista di sicura affidabilità. Intorno è pieno di ciarlatani che promettono miracoli, ma il mio consiglio è di scegliere con cura le mani a cui affidare il proprio corpo.

La lipo è un intervento diffusissimo oggi, spesso anche tra ragazzi giovani come me, uomini e donne, ma questo non significa che non ci siano dei rischi che è indispensabile conoscere.

Penso per dire alle infezioni, alle complicanze cliniche cui sono esposti d esempio i soggetti fumatori e bevitori, le infezioni da sala operatoria. Tornando a me, ricordo l’operazione con una certa ansia: mi hanno aspirato la bellezza di 3 litri da interno coscia, ginocchia, glutei. L’intervento è durato circa un paio d’ore.

La parte più dura, ma lo sapevo già, è stata il post operatorio. Mi sentivo svuotata, senza energie. La prima settimana è stata un calvario: ho vomitato, non riuscivo ad andare in bagno con naturalezza, spesso mi saliva la nausea, non riuscivo a stare né in piedi né stesa…allucinante! Soprattutto avevo delle fitte acutissime alle gambe…poi fortunatamente è passato tutto, lo so forse ho spaventato qualcuna ma non volevo essere “macabra”. In queste cose bisogna essere realisti al massimo decorso a parte, sono sacrifici che si fanno con cognizione di causa. Sai che dovrai soffrire, ma non vedo perché bisogna accettarsi a tutti i costi. Non tutti riescono a tirare fuori la forza per razionalizzare e convivere serenamente coi propri difetti. Se affronti l’operazione con consapevolezza e ti prepari senza stringere troppo la cinghia a sostenere esborsi economici anche importanti, perché non ricorrere al chirurgo?

Una persona ha il diritto di piacersi, di stare bene con se stessa, di vivere serenamente la propria fisicità senza pensare “questa estate niente mare” o uscire dalla doccia e sentirsi un mostro marino ..non voglio banalizzare, ironizzo perché in giro c’è ancora troppo pregiudizio, tanto sulla chirurgia tanto su chi sceglie di rimediare alle sviste di madre natura. Quello che mi sento di consigliare a tutte prima di provare il passo “grosso” della liposuzione, è verificare che si è fatto di tutto per risolvere in maniera non invasiva il problema e qui mi riferisco allo sport, all’alimentazione, agli stili di vita ecc insomma fate in modo che la lipo non diventi la prima opzione, ma semmai l’ultima spiaggia in senso clinico chiaramente a volte per imparare a piacersi occorrono degli incentivi e la lipo può rappresentare un trampolino formidabile per rilanciare la tua autostima quando sei a terra per non parlare del sex appeal…ma quello mi pare scontato.

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Per capire bene che effetto può avere un intervento chirurgico nelle vita di una persona, abbiamo voluto chiedere anche una testimonianza a Tara, una giovane ragazza, potentina che ha fatto un intervento di mastoplastica, ma che oggi si ritrova ad essersene pentita.

Giovani e Mastoplastica

Giovani e Mastoplastica

Ho fatto l’intervento di mastoplastica all’età di vent’anni. Fino a quel momento avevo un seno davvero molto piccolo, una prima, che mi rendeva praticamente “piatta”. Questa cosa mi ha condizionata per diversi anni, sia nel rapporto con me stessa, non mi piacevo e credevo di essere una donna di “serie B”, sia nei confronti delle altre donne, più proporzionate di me, ai miei occhi praticamente perfette. Così, in accordo con i miei genitori e con un chirurgo plastico di fiducia, decisi di aumentare il mio seno di 2 misure con un intervento di mastoplastica. Questo mi ha resa nella vita di tutti i giorni più sicura. Tuttavia, a distanza ormai di dieci anni, mi sono pentita di quella scelta, perché ritengo che serva ben altro per migliorare la propria autostima: non servono due protesi di silicone per rendere una persona migliore. Bisogna imparare ad accettarsi per come si è. E poi c’è anche la questione sicurezza (sono morta dalla paura quando è esploso il caso PIP, delle protesi difettose): finora non ho avuto problemi con queste protesi, ma in giro si sente di tutto su queste protesi, di conseguenza, a volte, mi chiedo se queste siano sicure, e mi faccio assalire dall’ansia, arrivando a pensare che prima o poi vorrò farne a meno e tornare a com’ero prima.

Per questo voglio dire a quelle ragazze che non si piacciono di fare attenzione alle operazioni di mastoplastica, a volte le scelte che si prendono sull’onda dell’emotività sono quelle sbagliate: quando in gioco c’è la salute, la vita, è necessario soppesare attentamente i pro e i contro che derivano da un qualsiasi intervento di chirurgia plastica, e se si decide per il “si” fare molta attenzione a quali professionisti affidate la vostra salute.

E cosa ne pensano gli esperti sulla Liposuzione e Mastoplastica? Abbiamo deciso di parlarne con il, il Dott. Biagi Cristiano, specialista in chirurgia plastica, co-fondatore di My Beauty Clinic, centro di medicina estetica, chirurgia estetica e laser con sede a Pisa. Dottore Può suggerirci qualche soluzione? Il ritocco cura anche l’anima del paziente o no?

Dott.Cristiano Biagi

Dott.Cristiano Biagi

“Soprattutto in età giovanile alcuni difetti fisici possono essere corretti con una sana alimentazione e regolare attività fisica: mangiare bene e fare sport sono pratiche che devono essere condotte con costanza e che i giovani troppo spesso sottovalutano. A venti anni basta poco per far sparire la pancetta e le maniglie dell’amore!

La chirurgia estetica la Liposuzione e Mastoplastica, aiutano la personalità quando il chirurgo coglie e riesce a risolvere l’elemento che crea il disturbo, l’insoddisfazione: il “ritocchino” la liposuzione e la mastoplastica, devono risultare in sintonia con le forme del viso e/o del corpo. In una parola non deve essere esagerato ma naturale. Non è una definizione coniata da me, ma bensì dall’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità: per salute si intende non più soltanto l’assenza di malattie, ma il pieno benessere psichico e fisico della persona. La chirurgia estetica praticata in modo etico deve mirare ad accrescere questa condizione di benessere.”

I Consigli sulla chirurgia estetica

I Consigli sulla chirurgia estetica

Parliamo della recente modo, diffusissima tra i nostri teenager, di chiedere come regalo a mamma e papà  rinoplastiche, otoplastiche e liposuzione, riduzione ed aumenti del seno, liposuzioni in primis. Un tempo si preferivano altri “regali”: magari un po’ demodè ma sempre gratificanti…ad esempio viaggi, cellulari ecc Qual è la sua opinione a riguardo? Cosa non va in questa nuova tendenza?

“Trovo che promettere ritocchini premio quali la liposuzione, la mastoplastica o che sia, come ricompensa per gli esami o per un buon voto sia una pratica altamente diseducativa. I genitori troppo spesso accontentano i propri figli perché pagare per assecondare un desiderio, anche se passeggero, è più facile che educarli a comprendere e ad apprezzare il proprio corpo. Dietro questi regali facili possono celarsi sensi di colpa per essere poco presenti: è decisamente più semplice accontentare tutti i capricci dei figli, ma i genitori devono imparare a dire no, anche se è faticoso e genera ansia e contrasti. I ragazzi invece sbagliano a farsi influenzare dall’ insicurezza e a voler inseguire a tutti i costi esempi stereotipati di una bellezza che non esiste, non è raggiungibile. Quando un ragazzo o una ragazza molto giovane mi chiede un consulto per un intervento, lo convoco con i genitori: insieme parliamo delle procedure, del pre e post operatorio, degli eventuali rischi. Un intervento chirurgico non è una procedura da prendere sottogamba: questo i giovani tendono a dimenticarlo.

Anche se l’inestetismo è effettivamente presente e va ad incidere profondamente sul benessere e sull’autostima dell’adolescente, prima di decidere sulla liposuzione e mastoplastica è bene prendersi tutto il tempo necessario e pensare con calma. Un altro aspetto che il più delle volte viene sottovalutato è il processo di guarigione: tutti vorremmo che le cicatrici scomparissero in poche settimane, ma una guarigione completa si ha dopo 6-12 mesi.”

In collaborazione con Lucia Celenta

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Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto