• Google+
  • Commenta
5 maggio 2013

Giovani e chirurgia estetica. Boom teenagers giovani e chirurgia: Essere Kate Middleton o Barbie

Società dell'Immagine
Giovani e Chirurgia Estetica

Giovani e Chirurgia Estetica

Giovani e chirurgia estetica, binomio oggi sempre più sentito: sono giovani, si sentono brutti e, soprattutto, non hanno paura del bisturi.

È l’identikit di tanti giovani e studenti italiani (adolescenti in maggioranza) che nella moderna società dell’immagine scelgono di applicare con facilità sempre più irrisoria l’imperativo categorico del “belli costi quel che costi”, sognando di modificare il proprio corpo, di corregge inestetismi, difetti, bisogni narcisistici, cambiandosi i connotati a suon di interventi chirurgici e trattamenti estetici di ogni tipo. Insomma giovani e chirurgia, estetica e plastica e spesso anche low cost. Giovani e chirurgia, quel tocco che permette di somigliare o essere sempre più simili a Kate Middleton o Barbie. A denunciare la preoccupante impennata del “ritocco precoce”, per la verità, ci aveva pensato solo qualche anno fa (era il 2011) una ricerca Eurispes/Telefono Azzurro.

Allora il 5,3 % dei nostri ragazzi aveva dichiarato, senza troppi imbarazzi, di essere ricorso alle mani del chirurgo per “rivedere” il proprio fisico. Un trend quello di giovani e chirurgia forse minoritario rispetto a quello di droghe, alcol, gioco d’azzardo e web dipendenza, psicofarmaci ed altre dipendenze, ma certo non trascurabile se consideriamo che il campione comprendeva soggetti di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Studenti quindi. Molti dei quali teeagers alla loro prima esperienza in sala operatoria per un totale di 90mila giovani ritoccati contro i 45mila del 2002.

Giovani e chirurgia estetica: il boom di ritocchi precoci: essere Kate Middleton o Barbie

Una statistica in sensibile ascesa, che conferma quello che pare divenuto ormai il nuovo volto della domanda di chirurgia estetica nel nostro paese: una corsa al bisturi senza età, destinata, spiegano gli esperti, ad un’affermazione sempre più netta e capillare, soprattutto tra i ragazzi, i soggetti notoriamente più esposti alle continue pressioni narcisistiche del nostro tempo. Un tempo camaleontico in cui l’apparenza si veste sempre più spesso di necessità. Vietato allora essere brutti. La vanità non aspetta le rughe. Addio perciò al difetto che fa la differenza. All’imperfezione che arricchisce, impreziosisce, distingue, stuzzica la curiosità e l’interesse. Al bando i nasi aquilini, le orecchie a sventola, i seni a coppa di champagne. Nell’era dell’omologazione di massa e dell’iperostensività ed onnipresenza scenica del corpo la perfezione estetica non poteva che diventare per il giovane moderno un must , uno strumento di affermazione sociale e professionale prioritario, del quale è praticamente impossibile fare a meno, un’opportunità per esorcizzare le proprie manie e i propri desideri. Pena la ghettizzazione, il silenzio,la repressione, l’esclusione dal branco dei simili (per non dire degli identici).

Quasi quasi mi rifaccio: giovani e chirurgia estetica, i motivi di una moda

Morale: i giovani italiani si piacciono sempre meno. Non sono contenti del loro corpo o, almeno, non lo sono mai del tutto. L’ossessione estetica di piacersi e di piacere è cliente scomodissima per l’adolescente insoddisfatto, farcito di idealità esteriori e modelli plastificati a limite dell’inespressivo, bombardato in ogni istante e luogo da stimoli emulativi fortissimi che lo sovraccaricano e mandano fuori giri e, quindi, portato quasi istintivamente a strizzare l’occhio alla chirurgia plastica per somigliare, migliorarsi, trasformare se stesso come fossero fatti di tenera cera d’api.

Sono bastati pochi anni perché la sala operatoria finisse per tramutarsi nell’immaginario comune dei nostri ragazzi in una sorta di fabbrica dei sogni, la panacea del nuovo millennio, capace di curare ogni malessere, fisico ma anche psicologico. Un boom quello di giovani e chirurgia che, come sembrerebbe, è specchio di un disagio esistenziale mai così tangibile, giunto ormai al suo stadio più acuto, e fatto di insicurezza, disistima, isolamento, inconsapevolezze antiche e moderne, oltre alle difficoltà relazionali tipiche di tutta la generazione social. Quella nascosta dietro ad un pc, sempre pronta a photoshoppare insieme a volti e linee anche valori e riferimenti (fittizi, artefatti, posticci come non mai).

Il binomio giovani e chirurgia estetica è in crescita anche per un altro fattore, si tratta ormai di  un lusso per tutti. Complice di questa attenzione fatale per il ritocco, la progressiva democratizzazione/routinizzazione del mercato estetico: informazione e prevenzione maggiori, operazioni sempre più sofisticate, sicure, microinvasive; postoperatori sempre più sopportabili, guarigioni rapide e durature, cicatrici e altri segni praticamente invisibili, ma soprattutto prezzi sempre più accessibili al vasto pubblico che hanno di fatto trasformato la chirurgia estetica da mercato di lusso a prodotto di massa. Oggi non è come una volta, insomma. Il target si è enormemente allargato, nonostante la strombazzatissima crisi. Oggi non serve essere benestante per operarsi. Ci sono prezzi minimi assolutamente abbordabili. Ce n’è per ogni tasca, anche la più bucata.

Eccovi un breve quadro riassuntivo: Classifica interventi chirurgici più richiesti dai giovani. Costi min e max.

A rendere più cupo un quadro già di per sé poco esaltante, è poi il drastico abbassamento dell’età di approccio al bisturi: l’età di chi finisce sotto i ferri del chirurgo in Italia si attesta oggi intorno ai 14 anni. Ma l’interesse per il bisturi può cominciare anche prima, grossomodo dopo i 10.

Giovani e chirurgia: gli interventi chirurgici più richiesti dai giovani. Comandano liposuzione e mastoplastica additiva – La fascia più ritoccata rimane quella compresa tra i 16 e i 21, con il 50% dei ragazzi che si dicono disposti a sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento pur di apparire più belli ed interessanti. La domanda giunge quindi opportuna. Ci chiediamo, cioè, quali sono ad oggi i tipi di intervento chirurgico più richiesti dagli adolescenti e neomaggiorenni dello Stivale?

Tra le procedure più comuni e più soft troviamo peeling chimici e microdermoabrasioni per curare l’acne, depilazione laser, rinoplastica, otoplastica, mento plastica, filler volumizzanti per le labbra ecc

A fare la parte del leone nelle preferenze (delle ragazze in questo caso) sono ancora una volta le mastoplastiche per aumentare o diminuire il seno e le liposuzioni per aspirare il grasso il eccesso. Per quanto anche le mastoplastiche abbiano risentito violentemente della crisi, scivolando al quarto posto delle classiche. Colpa delle scandalo delle protesi illegali (le famose PIP), riempite in modo fraudolento di silicone industriale, ma anche e soprattutto dai noti dal noto divieto nel nostro paese di praticare mastoplastiche a minori per fini estetici. Fatto che ha spostato violentemente la domanda verso interventi più routinari, come la lipo (intervento sempre più popolare anche tra i ragazzi, specie quella addominale). Proprio la lipo, infatti, sarebbe ad oggi l’intervento estetico più praticato in Italia, stando a quanto emerge dai dati diffusi lo scorso mese di marzo dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), davanti alla blefaroplastica (il ringiovanimento dello sguardo) e al trapianto di grasso autologo (l’iniezione del grasso  prelevato da una zona del corpo in un’altra).

Seguono nell’ordine: rinoplastica, addominoplastica e addirittura trapianto di capelli (parliamo di ragazzi in questo caso)!

Giovani e chirurgia estetica: la medicina negli interventi

Giovani e Chirurgia Estetica

Giovani e Chirurgia Estetica

Capitolo medicina estetica. Qui la testa della classifica recita, per uomini e donne: acido ialuronico primo (24,5% delle preferenze dei nostri ragazzi) e botulino secondo (15, 6%). 

Da non sottovalutare neppure il fattore “chirurgo”.

Nel nostro paese, infatti, si viaggia sempre più speditamente verso il far west professionale. Scegliere il chirurgo sbagliato è più facile di quanto si creda.

Contestualmente alla domanda minorile di chirurgia estetica cresce anche l’offerta di specialisti senza scrupoli, spinti dalla concorrenza feroce e dalla prospettiva del guadagno facile ad attingere con spregiudicatezza e cattiva coscienza al fruttuoso mercato dei giovanissimi. Non si contano i medici che si spacciano per chirurghi estetici, millantando specializzazioni e lauree che spesso non hanno e proponendo prezzi stracciati, da liquidazione con le conseguenze che tutti sappiamo. Un’occhiata al curriculum del potenziale specialista insomma può fare solo bene.

Sotto il profilo educativo, formativo, si discute invece del buon senso dei genitori che promettono ai rampolli interventi e ritocchino vari di chirurgia estetica come regalo di maturità. Una prassi che non convince gli addetti ai servizi, che nella maggior parte dei casi, dopo una lunga riflessione sui rischi e le eventuali procedure da affrontare,  preferiscono sempre “rimandare tutti a settembre”, invitando genitori e ragazzi a prendere tempo . Non a caso l’esperienza insegna che i bisogni che spingono i ragazzi alla chirurgia sono spesso transitori e trascinati quasi sempre da impulsi che scompaiono rapidamente, con la stessa velocità con cui sono sopraggiunti.

Il rischio maggiore, tuttavia, concerne i modelli di bellezza cui i nostri ragazzi spirano così strenuamente: sempre più irrealistici e sospinti da un desiderio emulativo deleterio e autolesionista.

Giovani e chirurgia estetica

Giovani e chirurgia estetica

Somigliare alla cantante del cuore (anoressica magari ma “inaspettatamente” popputa), all’attrice preferita, quella dalle forme perfette ed irraggiungibili, o più semplicemente all’amica rifatta e soddisfatta.

Difficile stabilire quale sia la reazione più giusta per un genitore che riceve la fatidica richiesta.

Da escludere senz’altro il rifiuto categorico, perché potrebbe deprimere ulteriormente il ragazzo, caricandolo di ulteriori stress emotivi e minandone pericolosamente la serenità.

Ma attenzione anche al sì incondizionato, al permissivismo buonista e spesso superficiale: assecondare acriticamente un capriccio, anche se in buona fede, significa far passare ai ragazzi il messaggio sbagliatissimo che tutto è dovuto e, peggio ancora, facilmente ottenibile.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy