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2 aprile 2012

Stanziati i fondi 2012 per le università italiane

Aveva promesso che i soldi del Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) sarebbero arrivati entro marzo: seppur con un leggero ritardo, sembra che il ministro Francesco Profumo terrà fede all’impegno, preso al momento del suo insediamento, di erogare i fondi per gli atenei in anticipo rispetto agli anni passati. A breve, infatti, le università italiane dovrebbero poter contare sulle loro quote del finanziamento statale.

I vari istituti si spartiranno una torta di circa 7 miliardi di euro, ma il totale dei soldi stanziati dal ministero ammonta, in realtà, a circa 10 miliardi. Ai 7 di cui sopra vanno infatti aggiunti ulteriori fondi, ottenuti tramite una razionalizzazione delle spese e destinati alla didattica, alla ricerca ed alle infrastrutture: in particolare, saranno messi a disposizione delle università circa 700 milioni per “lo sviluppo di sistema” e quasi 2 miliardi per “linee di intervento progettuali e competitive” e, a scendere, 55 milioni per le nuove assunzioni sbloccati dal ministero dell’Economia e 81 milioni per l’edilizia scolastica.

Da quest’anno entra a far parte dei criteri su cui si basa la suddivisione dei fondi anche la logica premiale, il cui obiettivo è quello di favorire, “premiandoli” appunto con quote più alte del Ffo, i cosiddetti atenei virtuosi: nel 2012 la cifra premiale destinata alle università più meritevoli sarà di 1 miliardo su 7, corrispondente a circa il 13% del totale. Nel prossimo biennio (2013/2014) tale percentuale aumenterà fino ad arrivare al 20% del totale dei fondi erogati.

Anche per quanto riguarda la distribuzione del resto dei fondi disponibili sono stati introdotti nuovi criteri: infatti, a partire da quest’anno, nel decidere la cifra da assegnare ai singoli atenei ci si basa sul costo standard per studente, sulle politiche di reclutamento del personale e sulla perequazione del sistema universitario.

A questo punto, viene spontaneo chiedersi se una ripartizione dei fondi così organizzata non sia destinata, oltre che a premiare le università migliori, a penalizzare eccessivamente gli istituti che invece si trovano in condizioni difficoltose, magari neppure per demeriti loro: dal Miur garantiscono che non sarà così, in quanto per gli atenei maggiormente in difficoltà sono previsti una quota perequativa e un limite massimo al ridimensionamento della quota di fondo assegnata, la quale non deve mai risultare inferiore, rispetto all’anno precedente, di una cifra che oltrepassi il 3,9% del totale.

Sull’efficacia dei nuovi criteri di assegnazione dei fondi si può discutere: francamente, qualche dubbio c’è, specie riguardo alle percentuali di fondo destinate agli atenei meritevoli, percentuali che andrebbero forse ridimensionate (non perché non sia giusto premiare chi lavora bene, ma perché il sospetto che così facendo si penalizzi eccessivamente chi, non per colpa sua, non può stare a certi livelli, è molto forte). Staremo a vedere, nel frattempo possono gioire le nostre università, che potranno contare su quei soldi di cui, in questo momento, hanno più che mai bisogno.

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