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3 aprile 2012

Ungheria: il Presidente si dimette dopo lo scandalo della tesi copiata

Pal Schmitt, Presidente della Repubblica ungherese, si è dimesso, a causa delle forti pressioni seguite alla scoperta della copiatura della sua tesi di Dottorato.

Proprio pochi giorni fa pubblicavamo la notizia che l’università Semmelweis di Budapest ha revocato il Dottorato al Presidente ungherese, dopo aver accertato l’effettivo plagio della tesi (qui l’articolo). Appena diffusasi la notizia, nel Paese sono nate manifestazioni di protesta da parte dei partiti dell’opposizione: i verdi hanno organizzato un sit-in davanti al Palazzo presidenziale, mentre il Partito Socialista ha chiesto in Parlamento la destituzione del Presidente in quanto ritenuto “immeritevole” di tale incarico.

Da parte sua, Schmitt si è difeso in un discorso pubblico alla nazione, affermando l’onestà del lavoro della propria tesi e sostenendo pertanto di non volersi dimettere. Anche il Premier Viktor Orban aveva dato il suo appoggio a Schmitt. Nei giorni scorsi il settimanale HVG ha rivelato nuovi dettagli sulla tesi copiata. Il lavoro di Schmitt, incentrato sulla storia dei giochi olimpici, sarebbe copiato per l’80% dagli studi del ricercatore bulgaro Nikolai Georgiev ed, in alcuni parti, del tedesco Klaus Heineman senza l’opportuna citazione nella bibliografia: su 215 pagine, 17 pagine provengono dai lavori di Heineman, solo 18 sono frutto dell’intelletto di Schmitt, mentre il resto riproduce la ricerca di Georgiev.

Ieri, in Parlamento, mentre davanti alla sua residenza continuavano le proteste, il Presidente si è dimesso, spiegando “”In base della costituzione ungherese, che ho firmato, il presidente esprime l’unità della nazione. In una situazione del genere, quando la mia vicenda personale divide il mio Paese anziché unirlo, è mio dovere porre fine al mio servizio e dimettermi da Presidente“. Nell’intervento, Schmitt ha accusato i suoi avversari politici di aver usato la vicenda per screditarlo. Inoltre ha sottolineato che si riserva il diritto di querelare l’ateneo, che senza alcun diritto ha deciso di revocargli il titolo.

I deputati hanno accolto la decisione di Schmitt con un applauso. Ora il Parlamento dovrà formalizzare l’accoglimento delle dimissioni con un voto ed entro trenta giorni si procederà all’elezione del nuovo Presidente.

 

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