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12 aprile 2012

Università, tecnologia e “smart city”

Firmato il nuovo Atto di Indirizzo che prevede come obiettivo principale l’avanzamento tecnologico del nostro Paese e delle nostre Università.

Anche le Università italiane sono destinate a trarre beneficio dal più generale impegno del Governo italiano per un progressivo avanzamento tecnologico che investe più rami della nostra società, impegno confermato con la firma del nuovo Atto di Indirizzo.

Tutto questo nell’ambito di un generale ma approfondito miglioramento delle Istituzioni, delle città e della Ricerca.

Sono, infatti, previsti adeguamenti e rettifiche nel sistema universitario per il quale si intende istituire nuove normative, soprattutto per i dottorati di ricerca che saranno definiti secondo le esigenze istituzionali e industriali, l’accreditamento dei corsi di laurea, valorizzando il diritto allo studio che non sempre viene garantito.

Per rendere i nostri Atenei competitivi verrà, altresì, allargata l’offerta formativa in lingua straniera come già è previsto che avvenga al Politecnico di Milano entro il 2014. Verranno, inoltre, indetti concorsi nazionali per acquisire l’abilitazione scientifica.

In generale, il primo passo da parte del Governo Monti prevede, a detta del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, una “digitalizzazione intelligente” della “macchina pubblica”, attualmente troppo lenta e laboriosa, così che diventi più facile e veloce ottenere informazioni, pagare le tasse e svolgere pratiche.

Un risparmio di tempo e di denaro per i cittadini e per le casse comunali. Profumo ha per questo promesso 2 miliardi di euro.

Novità anche per quanto concerne l’istruzione primaria e secondaria che vedranno completato il loro ciclo di riforma.

Sono previsti nuovi progetti come “L’erasmus for all” per spronare lo scambio culturale, nuove modalità di assunzione e formazione dei docenti con occhio ai budget a disposizione delle singole scuole.
Scuole che verranno uniformate, dal punto di vista informatico, agli standard europei.

Queste le priorità politiche per l’anno corrente con la speranza di vedere, riscontri concreti, quanto prima.

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