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23 Maggio 2012

5000 posti di lavoro a rischio in Emilia a causa del terremoto

7 morti, 50 feriti, 6000 assistiti e 2500 verifiche ad edifici (fonte Tgcom24), sono questi alcuni dei preoccupanti numeri del sisma che ha colpito l’Emilia il 20 maggio.

Le continue scosse di assestamento stanno rallentando non solo il ritorno alla normalità della popolazione, ma anche della produzione industriale e agricola tanto che per la Cgil sarebbero 5000 i posti di lavoro a rischio solo nel settore industriale, mentre ammonterebbero a circa 200 milioni di euro i danni nel settore agricolo secondo Coldiretti.
Si usa il condizionale perché la stima dei danni è approssimativa visto l’impossibilità da parte dei propietari di poter entrare negli stabili causa l’inagibilità e la pericolosità di questi ultimi.
La Confagricoltura emiliana parla comunque di capannoni, ricoveri, serre, impianti fotovoltaici distrutti e gravissimi danni al patrimonio aziendale, senza considerare la perdita di bestiame e questo nei territori del modenese quanto del ferrarese.

Pesanti danneggiamenti sono segnalati anche ai magazzini e ai depositi di stoccaggio di Parmigiano Reggiano e Grana Padano quasi il 10% della produzione italiana di Parmigiano e il 2% di quella di Grana Padano, uno dei settori dell’eccellenza italiana nel mondo.
Una tragedia che ha messo in crisi non solo l’agricoltura: in Emilia Romagna ci sono gli stabilimenti di auto Ferrari e Lamborghini; nelle zone più colpite secondo la Cgil duemila aziende sono state costrette a chiudere i battenti e altre faticano a riprendere la produzione viste le numerose scosse di questi giorni; i lavoratori coinvolti sono 15mila. A pagare uno dei prezzi più alti è stata la fabbrica di ceramiche di Sant’Agostino andata completamente distrutta dal sisma, dove lavoravano 750 persone e dove sono morti due operai.

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