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28 Maggio 2012

Arriva il “bollino blu” per le testate giornalistiche di qualità

Un’iniziativa utilissima e soprattutto simbolica quella intitolata “Smascheriamo gli editori“. L’opinione pubblica deve conoscere quali testate giornalistiche rispettano realmente il lavoro dei giornalisti e tiene in considerazione i diritti dei propri collaboratori. E’ questa la proposta, provocatoria main procinto di trovare attuazione al più presto, lanciata dal ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, durante la presentazione della ricerca “smascheriamo gli editori”, presentata da un gruppo di freelance nella sede dell’Ordine dei Giornalisti.

I dati raccoglievano situazioni e testimonianze, raccolte a partire dal 2009, che evidenziano come serva urgentemente una proposta di legge che metta al primo posto il rispetto del lavoro dei giornalisti, in particolare quando si tratta di elargire denaro e facilitazioni economiche agli editori.
La situazione di sfruttamento che emerge dalla ricerca deve essere denunciata a gran voce e a tal fine potrebbe rivelarsi molto utile promuovere vere e proprie “campagne di boicottaggio” delle testate giornalistiche che retribuiscono i loro collaboratori,  quando li pagano, con piccole somme di denaro, quasi tutti freelance e senza contratto. Si parla di cifre irrisorie, non certo equiparabili a stipendi o retribuzioni che spetterebbero ai redattori. Senza una famiglia alle spalle che, sempre più palesemente oggi, rappresenta il primo ammortizzatore sociale in Italia, nessun giornalista freelance potrebbe svolgere la sua professione con passione e rispetto per la deontologia professionale.

Secondo il presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Moffa sarà opportuno creare “un organo di garanzia, attribuendolo alla responsabilità dell’Odg, con l’incarico di fare da osservatorio permanente su come gli editori usano le provvidenze che ricevono dallo Stato“.

La questione é fondamentale anche per tutelare il valore della libertà dei giornalisti: “Cifre come quelle che vediamo nella ricerca fanno emergere quanto siano ricattabili i giovani professionisti. Eppure lo scorso anno abbiamo dato 20 milioni di euro agli editori per mandare in pensione i giornalisti, senza neanche chiedere che fossero mantenuti i livelli occupazionali, offrendo opportunità ai giovani. Lo Stato ha il diritto di fissare regole per sapere come vengono utilizzate le risorse che elargisce” – si è detto ancora durante la presentazione della ricerca.

Infine, il segretario nazionale dell’Odg, Enzo Iacopino, ha concluso: “Qui non si parla di privilegi da tutelare. Oggi l’Ordine ha il dovere di occuparsi della vergogna retributiva, apparentemente di natura sindacale ma che richiama la salvaguardia e la dignità nel lavoro“.

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