• Google+
  • Commenta
25 Maggio 2012

Attentato di Brindisi: vendetta personale o agguato mafioso?

Queste sono le due piste che attualmente i numerosi inquirenti a lavoro, sul luogo della tragedia, dove ha perso la vita la sedicenne Melissa Bassi, stanno vagliando.

Dopo l’attentato avvenuto sabato scorso, l’istituto professionale Francesca Morvillo Falcone, ha visto finalmente cadere i sigilli apposti dalla polizia scientifica e ha potuto riaprire i battenti agli studenti che hanno ripreso le attività scolastiche, naturalmente ciò non significa che le indagini siano concluse, infatti in questi giorni carabinieri e polizia si stanno impegnando affinché il colpevole venga assicurato alla giustizia e perciò indagano anche fra i passati dipendenti dell’istituto non lasciando nulla di intentato.

Battendo tale pista, si ritiene che quindi dietro gesto così efferato, possa nascondersi anche una vendetta personale che non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata, in particolar modo si ritiene, in seguito anche alle testimonianze rilasciate dai dipendenti della scuola e dai genitori dei ragazzi, che ad agire in tal modo possa essere stato qualcuno particolarmente indignato per vari dissidi con la dirigenza scolastica.

Non a caso è emerso dalla testimonianza di un collaboratore scolastico, che il 28 aprile di quest’anno c’è stato un episodio, probabilmente significativo, ricollegabile agli eventi attualmente capitati, cioè una persona era stata allontanata dalla presidenza, dopo un diverbio con il dirigente e in questo frangente avrebbe gridato:‹‹ Ve la farò pagare! ››.

La seconda pista che gli investigatori stanno percorrendo, anche se sembra fin dall’inizio la più improbabile, sconfessata quasi immediatamente dopo l’accaduto da tutti i giornali e anche dai familiari delle vittime, è quella di un regolamento di conti da parte della Sacra Corona Unita, in particolare il collegamento sarebbe stato fatto con un avvenimento del luglio 2010, quando Vincenzo Greco, padre di Silene, una delle ragazze colpite dall’esplosione, era stato colpito con un colpo di arma da fuoco durante i festeggiamenti per la Madonna di Mesagne, probabilmente ad opera della famiglia Campana, erede della Sacra Corona Unita, per vendicarsi contro Antonio, il fratello della vittima, divenuto collaboratore di giustizia.

Pertanto l’attentato sarebbe una vendetta contro la famiglia Greco, ma è lo stesso Vincenzo, padre della ragazzina a smentire:‹‹ State sbagliando strada. La Sacra Corona Unita non fa queste cose, non ammazza ragazzi. E sia io che mia figlia, non siamo mai stati preoccupati. Selene va e viene tranquillamente, ha le chiavi di casa e rientra anche tardi. Se qualcuno avesse voluto farle del male non avrebbe avuto nessuna difficoltà. Nessuno mi ha mai minacciato o intimidito. Chi ha messo quella bomba non appartiene alla criminalità organizzata ››.

Altra motivazione inoltre che porta ad escludere la pista mafiosa è il fatto che la fermata effettuata dall’autobus ogni mattina di fronte all’istituto di Mesagne è l’ultima fermata di un tragitto composto da altre otto fermate partendo da Francavilla Fontana quindi l’autobus non trasporta esclusivamente studenti che frequentano l’istituto Morvillo Falcone.

Google+
© Riproduzione Riservata