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17 maggio 2012

Un ponte tra informazione e legalità

La settimana forlivese si è aperta in bellezza lunedì 14 maggio, con una conferenza in piazzetta Corbizzi, che ha visto protagonisti Antonio Padellaro, direttore del Fatto Quotidiano e Antonio Cipriani, fondatore di E-Polis. Questo appuntamento è il primo di un ciclo di incontri “Coltiviamo la legalità” organizzato dal Comune di Forlì e dalle regione Emilia Romagna, con la collaborazione dell’Alma Mater Studiorum, l’Arci, l’associazione culturale “Il Pane e le Rose” e “Libera contro le mafie”.

L’evento “Fatti e misfatti. Quale giornalismo per i vecchi e i nuovi media?” ha raccolto molte generazioni a confronto su una questione preziosa per tutti: l’informazione. Antonio Cipriani ha parlato de Il Fatto Quotidiano come un giornale che non ha un padrone e che oggi, uno dei problemi che affligge la penisola a forma di stivale, non è più la libertà d’informazione, ma la proprietà di stampa. E’ da considerare a chiari caratteri che oggi l’informazione è nelle mani degli editori. “Perché parlare di coltivare la legalità? Perché oggi tutti noi e soprattutto i giovani, dobbiamo dedicare del tempo per riprenderci la nostra cultura”- ha ribadito Cipriani -.

Quindi si parla in concreto di legalità, soprattutto in Italia per la mafia. “Bisogna precisare però che la legalità deve essere difesa, ma bisogna anche difendersi dall’illegalità” –. E che relazione ci può essere tra informazione e legalità? L’illegalità prospera sulla cattiva informazione, favorendo la criminalità organizzata. L’informazione è in stretta relazione con la politica e con la legge del consenso, dove un voto è una persona, mentre con la mafia questa legge si trasforma in un voto corrispondente a una pallottola“- ha continuato il direttore de Il Fatto Quotidiano -.

Durante il governo di Berlusconi è stata avviata una manipolazione della notizie, favorita dalla proprietà dei canali d’informazione nella mani del Cavaliere. “L’idea de Il Fatto Quotidiano nasce da questo. La prima regola che ci siamo fissati nel 2009 è stata l’autonomia finanziaria”- ha precisato Padellaro -. Il quotidiano sta vivendo dei propri lettori ed è interesse dei fondatori a mantenerlo tale.

Un altro tema toccato è stata la questione della precarietà. “Chi vuole fare del buon giornalismo la sua vita, la precarietà è un rischio, perché il rischio è oggi riuscire a fare vera informazione”- ha continuato Padellaro -. E-Polis ne è un esempio. Il progetto giornalistico è nato nel 2004 a Cagliari e pubblicava in 18 testate locali. Dopo due anni di duro lavoro, si è arrivati a 1 milione di copie. La particolarità di E-Polis era la redazione composta da redattori giovani e la forma free-press. Gran parte dei giornali venivano diffusi gratuitamente e una parte minima era vendibile nelle edicole. “All’inizio si riusciva a fare vera informazione, ma poi è subentrato un editore di appartenenza politica e la questione è cambiata. E io ho mollato il progetto”- ha raccontato Cipriani, tra gli ideatori dell’iniziativa-.

Oggi con le nuove tecnologie, la carta stampata sta attraversando un momento di crisi, dove le notizie giocano una partita più veloce sul web che nella carta stampata. Quindi la precarietà è un rischio, ma da correre, se i giornalisti emergenti credono nella vera informazione.

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