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13 maggio 2012

Flags anti-omofobia sventolano in Puglia

Il 17 maggio si festeggerà  la giornata mondiale contro l’omofobia e la trans fobia.

Dire no alle etichette, dire no all’omologazione, perché non siamo tutti uguali e meritiamo la diversità.

La pacifica sensibilizzazione contro l’omofobia promossa dall’Unione Europea da 5 anni a questa parte, riunisce buona parte di un’Italia poco bigotta e meno dottrinaria della rigida chiusura al matrimonio tra gay.

Infatti, per la giornata del 17, verranno organizzati contributi  contro l’omofobia e la trans fobia con incontri e conferenze in tutta l’Italia.

All’interno dello stivale, tuttavia,  merita particolare attenzione il tacco, cioè la Puglia, regione che accoglierà manifestazioni e iniziative contro l’omofobia a partire da lunedì 14 maggio per un’intera settimana.

Una non stop di eventi che coinvolgeranno Foggia, Bari e Lecce. Momenti di riflessione ai quali prenderanno parte l’Arcilesbica Mediterranea Bari, Cime di Queer, UnDesiderioincomune, Kasamatta Casamassima,  Link-rete della conoscenza, PartiFriendly : tutte associazioni  contro la violenza.  Tra gli appuntamenti, che riguarderanno tutti i giorni della settimana, conferenze, incontri, concerti e presentazione di prodotti culturali, libri o lungometraggi sul tema dell’omofobia.

Il sentimento di accettazione si prepara a sventolare fieramente la sua prima bandiera, che da lunedì sventolerà dalle finestre del comune di Foggia, dove rimarrà per un’intera settimana. Un’iniziativa niente male, perché la bandiera-simbolo dell’Arcigay potrebbe essere issata anche dalle finestre del Comune di Bari. L’idea lanciata dalle associazioni Between, Ké Bari, Millenium Bath e Agedo  per la città di Bari, attende l’ok dall’amministrazione.

A Bari, nella Sala Murat in Piazza Ferrarese, verrà affissa una targa in memoria delle vittime della persecuzione degli omosessuali.

Il 17 maggio è una data simbolo per la lotta all’omofobia. Nel 1990 veniva rimossa l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Da allora la  lotta simbolica di denuncia contro ogni violenza fisica, mentale o simbolica legata all’orientamento sessuale ha sensibilizzato gli eterosessuali meno legati ai pregiudizi rispetto al passato. L’arcigay ha sostanzialmente lottato per il “coming out” degli omosessuali. Non solo personaggi del mondo dello spettacolo, ma gente comune quotidianamente capace di manifestare il suo gusto sessuale per le strade, nei cinema, in società.

In un clima in cui l’accettazione delle diversità appare sempre meno un miraggio, non resta che guardare in alto nelle piazze delle città aspettando di vedere gli omini della bandiera Lgbt drappeggiare dalle balconate dei comuni italiani.

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