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13 Maggio 2012

In tempi di crisi, lavori rifiutati anche se ben pagati

In questi tempi di profonda crisi lavorativa e difficoltà economica, esiste anche la realtà di settori che, nonostante offrano opportunità, tra l’altro anche ben remunerate, faticano a trovare personale adatto e disposto a “sacrificarsi”.

Si tratta di lavori che spesso i giovani “snobbano”, tanto che molte aziende trovano difficoltà a trovare personale da impiegare.

Sono soprattutto lavori manuali e fisicamente faticosi ma che economicamente potrebbero pagare molto di più rispetto ad un lavoro da impiegato o comunque ad un lavoro cui come titolo di studio, spesso viene richiesta la laurea.

Sporcarsi le mani e imparando “un mestiere”, come si diceva una volta: lavori insomma, che possono permettere ad un giovane di imparare qualcosa di nuovo, avendo pazienza, rimettersi in gioco e avere possibilità di assicurarsi un’ottima retribuzione, visto che si tratta comunque di occupazioni oltre che richieste, anche di un certo valore e “pregio”, in quanto attività che non possono essere insegnate in pochissimo tempo.

Si tratta di artigiani, cuochi, falegnami, meccanici, idraulici…: le figure che tante aziende spesso cercano ma non trovano e che ne avrebbero un grande ed importante bisogno.

Succede anche che le imprese, ci mettano tanti mesi per poter trovare personale qualificato per questi settori e quando non riescono a trovarli, tante volte assumono consulenti esterni e temporanei, che si tratta di loro ex dipendenti ormai in pensione: questo proprio perché non si trova gente giovane qualificata capace di svolgere lavori del genere.

Partendo da questi principi, ciò che si consiglierebbe a molti giovani in cerca di un’occupazione, è di cercare tra i lavori più pagati e che nessuno vuol fare, quella che anche se sconosciuta, magari potrebbe essere un’attività giusta e alla propria portata.

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