• Google+
  • Commenta
29 maggio 2012

La guerre est déclarée

Romeo e Juliette, due nomi che evocano la più nota delle tragedie, per una storia d’amore e di coraggio moderna: quella di due giovani genitori in lotta per salvare la vita del figlio Adam malato di cancro. Esce finalmente anche in Italia La Guerre est déclarée, film rivelazione secondo la semine de la critique di Cannes e pioggia di nomination ai Cesar (gli oscar del cinema francese) di Valerie Donzelli, grande successo in Francia, secondo soltanto al monumentale The Artist.

Tema centrale del film è la lotta per la vita, la guerra contro un nemico invisibile ma potente: il cancro maligno, condotta senza tregua da due genitori giovanissimi la cui totale inesperienza in questioni mediche è compensata da un’energia infinita. Valerie Donzelli non cerca la lacrima facile, tutto è trattato con estrema veridicità. A commuovere, semmai, è la bella storia d’amore, vero fulcro della pellicola, tra i due protagonisti, pronti a rinunciare al lavoro, alle amicizie e agli svaghi pur di seguire la degenza del figlio. La loro unione non viene mai messa in discussione malgrado i frequenti momenti di crollo emotivo, cui fanno da contraltare situazioni comiche involontarie di grande effetto. Vedi, ad esempio, il colloquio con il chirurgo continuamente interrotto, i giochi infantili per ingannare le lunghe attese ospedaliere ed il film realizzato con dei pelouches-marionette.

“Perché è successo proprio a noi?” chiede uno stremato Romeo, “Perché noi possiamo farcela” risponde Juliette e sarà proprio così. Soltanto chi avesse vissuto nella vita reale quello stesso calvario, avrebbe potuto crearne un’opera tanto coinvolgente, infatti, tutto ciò che vediamo non è tratto da un romanzo ma dall’esperienza reale della regista e del compagno Jeremie Elkaim (il Romeo del film), così come sono reali il chirurgo Saint Rose e gli ospedali silenziosi, efficienti e puliti di Marsiglia e Parigi.

Il resto è pura nouvelle vague, a cominciare dalle famiglie dei due protagonisti, l’una “borghese” secondo la dizione francese, l’altra composta da madre single e compagna. Poi ci sono le giostre, le lunghe corse per le vie di Parigi e le feste in casa di amici a base di vino e letteratura. Sapiente scelta delle musiche che mescolano Vivaldi ed elettronica.

Storie crude che hanno per protagoniste donne coraggiose, se pur giovani, sembrano essere il nuovo filone dorato del cinema d’oltralpe. Lo dimostrano pellicole coeve come 17 filles, L’Apoillonide (http://www.controcampus.it/2012/05/non-chiamatele-bamboccione/) e Les bien aimes, film che parla anche un po’ italiano vista la presenza sullo schermo di Catherine Deneuve e della figlia di lei, Chiara, avuta con Marcello Mastroianni.

Google+
© Riproduzione Riservata