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9 Maggio 2012

Le sfumature del rosso

La ricerca dell’artista è, tra tutte, quella più ossessiva e appassionata, se fosse un colore sarebbe sicuramente il rosso. La ricerca dell’artista assomiglia a un quadro di Rothko: è riflessione e impeto, riposo e movimento, è la realtà che si astrae e diventa idea per poi tornare ad essere concreta, questa volta come tempera che riposa su una tela.
Lo spettacolo “Rosso”, in scena al teatro Elfo Puccini di Milano, racconta la vita di questo sorprendente pittore, nato in Russia e poi emigrato con negli Stati Uniti d’America ancora bambino. L’unica scenografia presente sul palco riproduce le pareti del suo atélier dove, al riparo dalla luce naturale che toglie poesia alla realtà, Rothko ha condotto con orgoglio e frustrazione la sua originale ricerca artistica per una nuova forma di espressione della realtà. Nella storia dell’arte l’espressionismo astratto ha superato il surrealismo, si è nutrito di esso per poi assassinarlo; lo ha ucciso così come Platone ha fatto con Parmenide, ha compiuto un parricidio in nome dello spirito della ricerca, una spinta violenta e incessante verso il futuro e verso il progresso.
Per Rothko il pittore è soprattutto un pensatore che si interroga e riflette come un filosofo; egli è alla ricerca di un punto di vista sul mondo e vuole aiutare i suoi spettatori a diventare esseri umani, per costringerli a farlo dipinge tele colorate di rosso, sulle quali non è impossibile trovare risposte perché nell’intensità di quel colore si affollano solo domande. Ognuno potrà vedere in quel tono di colore qualcosa di diverso; alcuni penseranno al sangue, altri alle ciliege, ai più ingenui verrà in mente il vestito di Babbo Natale, ma a qualcuno ( e nello spettacolo è Rothko stesso) potrà ricordare la figura di Satana. Spingere ad attribuire un proprio significato alle sfumature, questo è un po’ il compito dell’artista, l’obiettivo della sua ricerca. Rothko vuole mostrare agli uomini come al mondo non vi sia mai nullo di scontato, per esempio “bello” potrebbe non essere l’aggettivo giusto per descrivere un quadro. L’opera d’arte è uno specchio che riflette i pensieri di chi l’osserva, ciò che è rappresentato sulla tela si mescola alle esperienze dello spettatore, alle sue letture, al numero di parole che conosce, alle città che egli ha visitato.
L’arte una è ricerca a doppia direzione: la prima è quella dell’artista che l’ha realizzata, la seconda è quella che lo spettatore ha intrapreso per comprendere la sua posizione nel mondo e diventare, come diceva Rothko, una persona colta e quindi civile.

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