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21 Maggio 2012

Leoluca Orlando è sindaco – Ritorna la “Primavera” di Palermo

 Leoluca Orlando è confermato sindaco della città di Palermo.

Dopo settimane di travaglio elettorale, viene eletto da un popolo palermitano che ha fiducia nella rinascita del capoluogo.

Stando ai numeri, oltre il 72% dei cittadini ha espresso il voto a favore dell’avvocato palermitano che fu già sindaco nei primi anni Novanta – in quella Palermo post-atomica, sconquassata dai soprusi e dalle efferatezze della Mafia.

Con lui la città riassunse il ruolo di protagonista nella cultura e nelle arti, riconquistando una parte del suo valore estetico e intellettuale, l’unica che si possa ricordare dal secondo Dopoguerra sino ai giorni nostri. In passato è stato eletto nell’Assemblea Regionale Siciliana, e dal 1994 al 1999 venne nominato deputato al Parlamento Europeo.

È stato anche docente di Diritto Pubblico Regionale all’Università di Palermo: fu proprio esaminando sin dall’inizio le delicatissime strutture sociopolitiche della sua regione, che Orlando si è impegnato costantemente contro la Mafia e, nonostante il passaggio dalla DC all’Italia dei Valori,  il suo programma politico vive, oggi, su un piano che sembra porsi al di là del semplice orientamento politico.

Orlando non è del tutto convinto del fatto che la città di Palermo possa essere candidata a Capitale Europea della Cultura (2019), poiché ritiene che le forze, politiche, culturali, istituzionali, debbano ancora lavorare in modo centrifugo prima di immettere alcunché nella odierna Europa.

La Sicilia, d’altronde, ha sempre trovato il miglior risultato delle sue menti e la buona operosità dei suoi abitanti nel suo stesso terreno e attraverso chi si è fermato, nei decenni, ad osservarlo con un occhio critico, piuttosto che trasognato.

I palermitani si augurano che con la sua elezione possa ritornare quella “primavera” di un ventennio fa, e sperano che la riconferma di Orlando possa schiudere le porte di un aureo futuro per una città meravigliosa – insidiata continuamente nella sua straordinaria bellezza e che, quindi, meriterebbe di tornare ad essere un faro sul promontorio culturale del Mediterraneo.

 

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