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20 Maggio 2012

Parkinson: la svolta è nell’olio

Il morbo di Parkinson, la più frequente malattia degenerativa del sistema extrapiramidale, è una patologia molto diffusa soprattutto tra persone di età compresa fra i 59 e i 62 anni, generalmente maschi. In Italia sono circa 300.000 i pazienti affetti da Parkinson.

I trattamenti per la cura di questa malattia sono molteplici, perlopiù basati sull’assunzione di farmaci specifici, ma nonostante ciò la ricerca non si ferma e i risultati degli studi effettuati recentemente sono incoraggianti.

In particolare, uno studio condotto dal dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Universita’ di Siviglia, in collaborazione con il dipartimento di Farmacologia dell’Universita’ Malaga e alcuni esperti del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Instituto de la Grasa e Instituto de Ciencia y Tecnolog­a de Alimentos y Nutricion) ha evidenziato alcune proprietà nutritive contenute nell’olio d’oliva che potrebbero costituire la svolta nella cura del morbo di Parkinson.

Gli scienziati spagnoli hanno infatti analizzato la sansa – cioè un sottoprodotto ottenuto tramite il processo di estrazione dell’olio composto da bucce, frammenti e residui di polpa dei noccioli dell’oliva – scoprendo che al suo interno si trovano tracce di antiossidanti, efficaci per curare la patologia. L’antiossidante potrebbe infatti essere utilizzato dai ricercatori per la sintesi di nuove molecole di nitrocatecolo, il principio attivo alla base dei farmaci per curare il morbo.

La ricerca proviene proprio dall’Andalusia, regione in cui la produzione di sansa raggiunge grandi quantità, circa 4 milioni di tonnellate all’anno. Per questo motivo, gli studiosi spagnoli hanno anche un ulteriore scopo, cioè quello di utilizzare la sansa come ingrediente alimentare funzionale, consumabile da tutti.

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