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18 Maggio 2012

Programmi scolastici: si agli autori del Nord no a quelli del Sud

Le consigliere regionali campane Angela Cortese e Rosa D’Amelio del Pd, hanno proposto un ordine del giorno unanimemente approvato al fine di inviare al Ministro dell’Istruzione Profumo, fino ad ora sollecitato ma che mai è intervenuto direttamente, un documento che chiede di reintegrare nei programmi scolastici autori del Sud.

La consigliera Angela Cortese esponente del Pd ha spiegato al Corriere della Sera: ‹Il consiglio regionale si impegna ad inviare al Ministro dell’Istruzione una formale richiesta di integrazione delle indicazioni nazionali con autori del sud e con autrici di tutte le regioni italiane che hanno dato lustro alla nostra cultura e ad inviare inoltre una lettera ufficiale ai consigli di tutte le regioni meridionali affinché possano intraprendere analoghe iniziative ››.

Inoltre facendo riferimento agli autori eliminati dai programmi, continua:‹‹ I libri di testo restano l’unico sussidio disponibile per gli studenti. In quei libri, giganti della nostra letteratura come Ortese, Silone, Serao, Vittorini, Sciascia, Quasimodo e Levi rischiano di essere relegati tra gli autori minori; un’ingiustizia a cui bisogna assolutamente porre rimedio ››.

Infatti nell’indifferenza delle istituzioni, nel 2010 gli esperti del Ministero dell’Istruzione capitanati dalla Gelmini, si sono preoccupati di decidere quali fossero gli autori fondamentali per l’insegnamento alle scuole superiori e per la letteratura del quinto anno in escludibili sono stati ritenuti Foscolo, D’Annunzio, Verga, Pirandello ma per quanto riguarda il XX secolo è sorta l’ingiustizia perché è questa l’epoca in cui sono stati eliminati tutti gli autori meridionali meritevoli di studio prima citati, inserendo solo: Calvino, Fenoglio, Primo Levi e Gadda.

Irritato il Centro di documentazione della poesia del Sud che ha commentato per bocca del professore Paolo Saggese al Corriere Della Sera: ‹‹ L’appello lanciato a tutte le scuole italiane, vuole essere un manifesto per l’unità culturale del Paese perché una cultura nazionale veramente unitaria deve dare agli studenti la visione completa degli autori, includendo quelli del Sud, invece con la Gelmini è stata introdotta, non sappiamo quanto volontariamente, una visione nordista che esclude 15 regioni ››.

 

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