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8 Maggio 2012

Raffaele Auriemma all’Università di Salerno

Lo scorso 4 maggio, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Salerno, si è tenuto un seminario dal titolo “Il calcio e la sua epica” con la partecipazione del giornalista sportivo Raffaele Auriemma, il Prof. Vittorio Dini, ordinario di Sociologia, il Prof. Luca Bifulco e il moderatore dell’Associazione Scienze Politiche, Daniele Battista.

Dopo le introduzioni del Prof. Bifulco e del moderatore sul ruolo del gioco del calcio nella nostra società, nonostante tutti i vari scandali che si sono susseguiti negli ultimi tempi, e l’analisi dell’importanza del calcio anche da un punto di vista sociologico, come momento di condivisione e aggregazione, la palla passa all’ospite d’onore dell’incontro, emozionato per essere tornato nell’ambiente universitario dopo qualche anno (è laureato in Giurisprudenza).

Auriemma inizia a raccontare qual è il senso e l’obiettivo del lavoro del giornalista,una vocazione più che un mestiere vero e proprio, in cui gli elementi imprescindibili sono volontà, coraggio e passione. Nell’era di Internet, bisogna cercare sempre di essere il più professionale possibile, perchè è facile cadere nella tentazione di fornire una rappresentazione poco veritiera di un evento o di un fatto, mentre per il giornalismo televisivo, le difficoltà aumentano, perchè oltre al racconto degli avvenimenti, bisogna anche avere la capacità di tener vivo l’interesse dello spettatore e quindi di coinvolgerlo in ciò che si sta narrando e ancora più complicato è il giornalismo radiofonico, dove il cronista deve addirittura far immaginare l’evento all’ascoltatore.

Il giornalista sportivo di Mediaset Premium, diventato famoso per le sue telecronache variopinte delle partite del Napoli, si sofferma poi su un aspetto importante, ovvero “i bambini”. Le sue telecronache sono così particolari proprio per catturare l’attenzione dei bambini, e quindi ecco spiegato il motivo dei vari nomignoli da lui coniati, come “il pirata Morgan”, attribuito all’estremo difensore De Sanctis. In questo modo, si viene a creare un connubio tra il mondo delle fiabe e quello del calcio, che crea una magia intorno ad una semplice partita di pallone che ci fa dimenticare, per un po’, tutti i problemi che da anni attanagliano il nostro calcio.

A conclusione dell’incontro, il Prof. Dini fornisce anch’egli una riflessione sul calcio e sul tifo, definendo quest’ultimo con un’ espressione ossimorica (malattia buona) che spiega al meglio un elemento che nel mondo dello sport è fondamentale, se è caratterizzato da valori positivi, come la passione e il senso di appartenenza ad una squadra e ad un territorio, e se isola tutti quelle persone che utilizzano il calcio e gli stadi per sferrarsi contro i tifosi avversari e le forze dell’ordine.

Ovviamente, le ultime battute dell’incontro sono riservate alle curiosità degli studenti, che vogliono conoscere il futuro di Lavezzi, un giudizio sull’allenatore Mazzarri, elogiato dal giornalista per i risultati ottenuti negli ultimi 3 anni, e un parere sul giovane talento Insigne, questa stagione in prestito al Pescara di Zeman.

Insomma, un bell’incontro offerto agli studenti dall’Università di Salerno, con un giornalista affermato già da diversi anni, che con il proprio stile di racconto ha acquisito una grande riconoscibilità, anche da parte di chi non segue gli azzurri.

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