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27 Maggio 2012

Restare o partire? Studenti al bivio

Tutti prima o poi spicchiamo il volo. Si tratta solo di imparare ad aprire le ali e iniziare a prendersi cura di se stessi.

Sembrerebbe una scelta consapevole, ma in molti casi è una costrizione che viene imposta senza alternative.

Come le rondini abbandonano il nido in cerca di ambienti più favorevoli, così gli studenti escono dal nucleo familiare per poter continuare a studiare o magari iniziare a lavorare.

Ad oggi, infatti, le università pubbliche non sono tutte uguali: alcune ti offrono un’opportunità per il futuro, altre solo illusioni; il lavoro, poi, non si trova certo dietro l’angolo, ma bisogna in alcuni casi inseguirlo, in altri più disperati inventarselo.

La vita degli studenti è un continuo viaggio, una ricerca infinita fatta di tante fermate, attese, rifiuti, esami che non finiscono mai.

Eppure questi ragazzi non si lasciano sopraffare dalle fatiche, ma con occhi pieni di speranze, continuano a testa alta il loro percorso grazie ai genitori che non smettono di sostenerli anche economicamente con enormi sacrifici.

Giovani alla ricerca del loro posto nella società e che pur di trovarlo sono disposti ad abbandonare la loro terra, la famiglia, gli amici, le abitudini e la serenità che il loro piccolo mondo sa offrirli.

Vivono una vita fatta di professori assenti, pagando affitti prepotenti per una piccola stanzetta in cui poter studiare e dormire, ormai vittime di un consumismo spietato.

Ci sono studenti, invece, che rifiutano tutto questo e legati indissolubilmente alla loro terra, scelgono di studiare nell’università più vicina, consapevoli che per loro il futuro sarà più duro di quello dei coetanei emigrati.

Un fenomeno drammatico che vede al centro la disgregazione della famiglia. Andar via significa diventare più responsabili, crescere e maturare, ma vivere lontano dai propri cari e per un certo periodo pesare economicamente sulle loro spalle è un prezzo forse troppo alto per inseguire le proprie aspirazioni e realizzare i propri sogni.

Scegliere non è mai facile. Restare con la sensazione di fallire o partire con la paura di non riuscire a sopravvivere da soli, questo è il bivio di molti ragazzi italiani.

Alla fine siamo tutti cittadini del mondo, ma senza il calore umano non esistiamo. Una casa senza amore riflette un enorme vuoto interiore.

Andrè Maurois, infatti, ha detto: “Senza una famiglia, l’uomo, solo nel mondo, trema di freddo”.

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