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15 Maggio 2012

Roma, Profumo visita il Campus Bio Medico

Nuova tappa nel tour di Francesco Profumo nelle università italiane: questa volta il titolare del dicastero dell’Istruzione ha visitato il Campus Bio Medico di Roma, approfittando dell’occasione per simulare un intervento chirurgico utilizzando il Robot da Vinci, e ha incontrato gli studenti nella sala conferenze del Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria.

Nel corso dell’incontro con gli studenti, il ministro ha colto l’occasione per fare una volta di più il punto della situazione riguardo le condizioni dell’università italiana e le possibilità per i neolaureati di trovare un lavoro una volta terminati gli studi. Data la situazione, le parole di Profumo hanno riguardato principalmente l’integrazione tra medicina e scienze bio-ingegneristiche, punto di forza del Campus.

Bisogna puntare all’integrazione dei saperi di confine nelle scienze della vita”: questa la dichiarazione centrale del discorso del ministro, che ha poi aggiunto che “…sarebbe una grande sfida per l’università italiana e un’importante operazione per il Paese puntare su una formazione che unisca la cultura medica e ingegneristica fin dal primo anno di studi”. Per ora è solo un auspicio personale del ministro, chissà se in futuro diventerà parte del programma di governo.

Per quanto concerne il capitolo sull’occupazione, Profumo ha così risposto ad uno studente che gli chiedeva lumi sulle prospettive professionali per i neolaureati: “La dimensione nazionale del lavoro appartiene al passato”, rinnovando l’invito, che si può ormai considerare un mantra del governo Monti, agli studenti perché tentino almeno un’esperienza all’estero. In linea di principio non sarebbe un’idea malvagia, perché un periodo di lavoro fuori dal proprio Paese non può certo far male: il problema, di cui finora il governo non sembra essersi reso conto appieno (al pari dei governi precedenti, va detto), è che spesso per i ricercatori ed i neolaureati italiani l’espatrio non è una scelta, ma un obbligo, viste le condizioni in cui dovrebbero lavorare nel nostro Paese. La risposta del ministro non si può dunque considerare soddisfacente: peccato, sarebbe stato bello sentirgli dire che il governo farà tutto il possibile per migliorare la situazione attuale e far sì che i nostri laureati e ricercatori, moti dei quali eccellenti, possano lavorare in Italia in condizioni decenti.

Profumo ha approfittato dell’occasione anche per visitare le strutture del Policlinico Universitario del Campus, accompagnato dal Presidente Paolo Arullani, dal Rettore Vincenzo Lorenzelli e dal Preside della Facoltà di Medicina, Vincenzo Denaro, con i quali ha approfondito la discussione sul binomio ingegneria-medicina. Arullani, a visita conclusa, ha dichiarato che il ministro ha espresso il suo apprezzamento per la scelta, fatta ormai dieci anni fa, di implementare una Facoltà di Ingegneria in un’Università che originariamente era destinata ad ospitare solo corsi di studio di Medicina e di altre scienze della salute.

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