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15 Maggio 2012

Sassari, presentazione del libro di monsignor Zichi

Si intitola “Le riforme sabaude nel carteggio inedito tra il ministro Bogino e l’arcivescovo Viancino” il titolo del libro di monsignor Giancarlo Zichi, direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Sassari, che sarà presentato domani 16 maggio, alle 17.00, nell’Aula magna del Rettorato. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari, sarà introdotto dall’arcivescovo di Sassari Paolo Atzei, dal Rettore Attilio Mastino e dal professor di Storia delle istituzioni politiche Antonello Mattone.

Il lavoro è composto di tre volumi:  il primo contiene l’analisi approfondita delle lettere del Ministro Bogino e di quelle dell’Arcivescovo di Sassari Viancino. Il secondo riporta la trascrizione delle lettere dell’Arcivescovo al Ministro. Il terzo contiene la trascrizione delle lettere del Ministro all’Arcivescovo Viancino. Le lettere del Ministro Bogino sono conservate in originale nell’Archivio Storico Diocesano di Sassari, mentre quelle dell’Arcivescovo sono custodite nell’Archivio di Stato di Torino. Dal fitto carteggio tra i due illustri personaggi (235 lettere di Bogino; 224 lettere di Viancino, complessivamente 459) si ricavano le riforme in campo religioso e culturale attuate tra il 1763 e il 1772 dal Governo Sabaudo in collaborazione con l’Arcivescovo Viancino.

Il carteggio, costituisce “una fonte preziosissima… che consente di ricostruire il lavoro preparatorio e la modalità di attuazione dei progetti di riforma, che per lo più erano il frutto di una lunga fase di documentazione ed elaborazione, oltre che il risultato di una serie di mediazioni tra tesi differenti e spesso contrapposte”. In primo luogo le riforme interessano la preparazione culturale e pastorale del clero diocesano, attraverso la rifondazione del Seminario, che si trovava in una situazione “deplorevole”. Per il Seminario l’Arcivescovo scrive un nuovo regolamento adeguato ai tempi seguendo il modello di quello dei Seminari piemontesi. Vengono date regole precise per i benefici ecclesiastici e per il miglioramento del tenore di vita del clero e dell’attività pastorale. L’impegno delle due autorità è rivolta anche alla risoluzione dei problemi inerenti i Seminari della Provincia Ecclesiastica Turritana.

Viene attuata la riforma delle scuole inferiori e la “restaurazione” dell’Università di Sassari, per la quale l’Arcivescovo diede un vitale contributo sia per quanto riguarda la “fabbrica” della sede sia per l’ordinamento degli studi e la scelta e cura dei docenti sia religiosi che laici. Viene in parte completata la riforma degli ordini dei Regolari (agostiniani, cappuccini, carmelitani, domenicani, minori conventuali, minori osservanti, mercedari, religiosi di San Giovanni di Dio, serviti, trinitari e scolopi) e quella dei monasteri femminili (monastero di Santa Elisabetta, monastero della Sacra Famiglia delle cappuccine, monastero di Santa Chiara). Per attuarla nel modo più efficace l’Arcivescovo viene nominato Visitatore Apostolico.

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