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15 maggio 2012

Scuola in allarme: “Profumo reintegri i poeti del Sud”

Nel 2010 l’allora Governo Berlusconi, tramite l’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, aveva estromesso nomi illustri della letteratura italiana del Sud Italia dai libri di testo delle scuole (mediante il DM 211/2010, che detta le linee guida della didattica dei licei); a due anni di distanza, con un nuovo Governo e un Ministro dell’Istruzione diverso, la situazione non sembra essere cambiata.

A chi chiedeva spiegazioni e una modifica alle precedenti indicazioni nazionali, il Ministro Profumo ha risposto affermando che si tratta solo di linee guida e che pertanto spetta a ogni singolo docente stilare il programma del proprio insegnamento. Nessun problema sembrerebbe dire Profumo, sottovalutando l’influenza che delle linee guida ministeriali possano avere sulle case editrici che dovranno pubblicare le antologie scolastiche e i docenti che dovranno stilare i programmi didattici.

Le parole del Ministro Profumo, infatti, sembrano creare una sorta di divisione tra autori di Serie A e di Serie B: da una parte i 17 nomi fatti all’interno del DM, considerati essenziali; dall’altra una sfilza di nomi illustri e premi nobel come Sciascia, Quasimodo, Deledda, considerati di troppo, non indispensabili per conoscere la letteratura del ‘900 del nostro paese.

L’allarme, quindi, appare decisamente concreto ed è per questo che dal Sud Italia, più precisamente dall’Irpinia, si è alzata un’unica voce di condanna verso il DM 211/2010 e le successive giustificazioni del Ministro Profumo.

Il primo a rendere nota la vicenda è stato il Professor Paolo Saggese che, con l’appoggio del “Centro di documentazione sulla poesia del Sud” di Nusco (Av), ha dato vita a una vera e propria battaglia per la modifica delle linee guida imposte dal Ministero. Le obiezioni poste dal Professor Saggese, con riferimento alle rassicurazioni di Profumo, riguardano, in particolare, proprio l’influenza che queste linee guida potranno avere sulle case editrici, che si sentiranno in obbligo/dovere di escludere gli autori che non fanno parte della lista dei 17, proposti dall’allora Ministro Gelmini, dalle antologie scolastiche, condannandoli all’oblio.

La faccenda ha raggiunto anche la sfera della politica, creando perplessità in molti politici del Sud. Tra questi, una menzione particolare va fatta per la Consigliera Regionale Rosa D’Amelio, originaria di Lioni (Av), che si è fatta carico di presentare una mozione al Consiglio Regionale della Campania, di cui fa parte, per cercare di far correggere il DM 211/2010 e aumentare maggiormente l’attenzione politica e mediatica sull’intera vicenda.

La protesta non si ferma qui e coinvolge anche le scuole e i comuni del Sud Italia. Qualche settimana fa, infatti, il Comune di Bagnoli Irpino, un piccolo paese dell’avellinese, in collaborazione con l’Associazione “Palazzo Tenta 39” e il “Centro di documentazione sulla poesia del Sud”, ha organizzato una convention dal titolo “L’essenzialità dei poeti del Sud”, che, come affermato da Luciano Arciuolo, Assessore alla Cultura di Bagnoli Irpino, punta a: “… farsi promotore di un movimento di opinione che coinvolga tutte le istituzioni del Mezzogiorno d’Italia e che costringa il Ministero a rivedere queste Indicazioni, dando il giusto riconoscimento ad artisti che pure hanno fatto la storia culturale dell’Italia e che rischiano di cadere per sempre nel dimenticatoio”. A questa convention ha fatto seguito una proposta di delibera, del consiglio comunale di Bagnoli Irpino, per chiedere ufficialmente al Ministero dell’Istruzione e ai gruppi parlamentari di Camera e Senato di impegnarsi concretamente per la modifica del DPR n. 89/2010.

Lo stesso Assessore Arciuolo, raggiunto telefonicamente, tiene a sottolineare che le direttive ministeriali, oltre ad escludere dai programmi scolastici gli autori del Sud, non tengono conto di tanti altri personaggi che hanno fatto la storia della letteratura del ‘900 italiano, come ad esempio Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997. Dietro questa faccenda, sempre riprendendo le parole dell’Assessore, si potrebbe cogliere una vera e propria volontà politica più che una semplice dimenticanza.

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