• Google+
  • Commenta
20 Maggio 2012

Terremoto in Emilia: tanti i danni, ma soprattutto la paura

Sono decine le scosse di terremoto che da qualche ora si susseguono nella bassa pianura padana, nella zona tra Modena e Ferrara. La scossa più forte è stata avvertita questa notte in buona parte del nord Italia e ha registrato una magnitudo di 6 gradi Ml. Finora si contano una cinquantina di feriti, sei morti e danni in parecchi edifici.

Alle ore 4.04, una violenta scossa, preceduta da altre di intensità minore, è stata localizzata nell’area vicino Modena, precisamente nelle zone limitrofe al comune di Mirandola. Il terremoto di intensità 5.9 della scala Ml, ha avuto un epicentro di soli 6.3 km di profondità ed è stato avvertito in tutta l’Emilia Romagna. I danni maggiori sono stati registrati nel ferrarese, a Sant’agostino e Finale Emilia, dove numerosi edifici sono stati danneggiati e molti stabili sono stati evacuati dalla protezione civile.

Nel tragico bilancio si contano inoltre sei vittime accertate, una cinquantina di feriti e un disperso. Sono quattro gli operai che questa notte hanno perso la vita durante il loro turno di lavoro; altre due donne sono decedute a causa di un malore provocato dalla paura per la violenta scossa. Due dei quattro operai deceduti, Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, stavano lavorando a nella fabbrica Sant’Agostino Ceramiche: sono morti schiacciati a causa del crollo di alcune travi. Un altro operaio marocchino di 29 anni è morto a Ponte Rodoni di Bondeno, sotto il tetto di capannone industriale, pochi minuti prima di finire il suo turno di lavoro.

La quarta vittima accertata, Gerardo Cesaro, di 57 anni, era prossimo alla pensione. È stato ritrovato sotto le macerie della fonderia Tecopress di Sant’Agostino, in seguito al crollo del tetto dello stabile. In mattinata è stata estratta viva una bambina grazie ad un allarme lanciato da New York. La piccola Vittoria, di soli 5 anni, era sepolta sotto le macerie a Finale Emilia quando è stata tratta in salvo dai soccorritori, avvisati da una telefonata effettuata dall’altra parte dell’oceano.

Anche il Papa esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle sei vittime. «Il mio affettuoso pensiero va anche alle care popolazioni dell’Emilia Romagna colpite poche ore fa da un terremoto. Sono spiritualmente vicino alle persone provate da questa calamità: imploriamo da Dio la misericordia per quanti sono morti e il sollievo nella sofferenza per i feriti».

Sono ingenti i danni al patrimonio culturale e artistico dei paesi più colpiti dal sisma. In località Ronchi molti edifici presentano crepe sui muri; a Galeazza (castello di Galeazza) è caduta la parte superiore della torre. Sono stati inoltre accertati il crollo di una statua all’interno della Chiesa di San Giovanni in Persiceto e crepe e inagibilità alla chiesa di Caselle di Crevalcore. Parecchi calcinacci sono caduti nella chiesa di San Matteo della Decima.

Proprio di due giorni fa era la notizia che lo Stato non pagherà più in caso di calamità naturali (Calamità naturali: lo Stato non risarcirà più). Il provvedimento, inserito nel Decreto Legge 59, prevede infatti che in casi del genere le spese non saranno più sostenute dallo Stato italiano, ma dovranno essere i privati e gli enti a procurarsi la relativa copertura assicurativa. Un decreto, insomma, che sicuramente farà discutere, dopo i tragici fatti di questa notte.

A Modena sono stati tempestivamente allestiti dei punti di primo soccorso e centri di accoglienza per i cittadini le cui case potrebbero essere inagibili. La violenta scossa è stata seguita da altre di intensità minore, ma comunque notevoli, che sono state avvertite anche nel capoluogo: tanta paura ma per fortuna nessun danno. A Bologna molti cittadini si sono riversati nelle strade, piazza maggiore è rimasta piena di gente fino alle prime ore del mattino.

Parecchie le testimonianze di chi ha vissuto questi venti secondi di paura. «Stavo dormendo, mi sono svegliata di colpo perché sono stata sballottata, come se qualcuno mi volesse svegliare con forza, e ho visto che la lampada oscillava ancora. Subito dopo mi ha chiamata mia madre, che vive a Brescia, anche lei svegliata dalla scossa», dichiara una studentessa che come molti è stata sorpresa nel sonno.

In molte zone centrali la paura è stata aumentata da un temporaneo black-out: «Ero all’altezza di piazza San Francesco, insieme ad un amico, quando all’improvviso si sono spente tutte le luci. Ci siamo fermati di colpo, allora abbiamo sentito un boato e la strada vibrare. È una sensazione davvero difficile da spiegare». Luca è uno dei tanti ragazzi che si trovavano ancora in giro quando la terra ha tremato violentemente.

I momenti di panico, vissuti questa notte in tutto il nord Italia, riportano certamente alla mente il tragico terremoto in Abruzzo. Inevitabile il confronto tra i due eventi: la scossa che rase al suolo l’Aquila era di poco superiore a quella che ha colpito in nottata l’Emilia Romagna, appena 0,3 gradi Ml in più. Significativo il commento di una ragazza, F.C. che attualmente studia all’Università di Bologna, ma che due anni fa si trovò a l’Aquila durante la notte del 6 aprile 2009: «Sono stati attimi di paura: venti secondi di terremoto, la seconda volta che li vivi, sembrano quaranta. Ad ogni attimo, rivivi un istante di quello passato».

Per il momento la situazione sembra essersi stabilizzata, e l’entità delle scosse riportate sul sito dell’INGV sono di lieve intensità. In un comunicato ufficiale, la protezione civile rammenta che «forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi e’ priva di ogni fondamento […] Gran parte del territorio nazionale e’ caratterizzato da pericolosità sismica e che quindi non si può escludere che in qualsiasi momento possano verificarsi terremoti anche di forte intensità in altre aree del Paese». Nel frattempo continuano i controlli sull’agibilità di alcuni edifici e scuole, che probabilmente rimarranno chiuse nella giornata di domani.

 

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata