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14 Maggio 2012

Tredici teste non fanno una classe

E’ successo pochi giorni fa a Vergato, un piccolo paese in provincia di Bologna; durante una lezione nella III Grafica dell’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini la dirigente scolastica è entrata in classe portando con se tredici lettere da far visionare ai genitori degli studenti. Contenuto: l’informazione del Provveditorato che il numero dei ragazzi iscritti nella sezione non è sufficiente a farli passare in IV; così a poca distanza dalla fine dell’anno scolastico c’è chi si trova involontariamente tagliato fuori dal proprio percorso di studi. Ancora (e ancora e ancora) una volta è l’istruzione il campo privilegiato da sottoporre a tagli e a farne le spese sono sempre le categorie meno privilegiate e con minore possibilità di replica; persone, purtroppo relegate al rango di cifre nell’immenso, complicato ma troppo spesso bugiardo pallottoliere statale.

I numeri purtroppo non mentono e il DPR 81 del 2009 è al riguardo impossibile da fraintendere: Le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli alunni, purché siano formate con un numero medio di alunni non inferiore a 22. Cattive nuove per studenti e genitori, soprattutto se si trovano a vivere in piccoli paesi malamente collegati con la grande città dove sarebbe possibile trovare un omologo indirizzo di studi.

Sfortunatamente molti dei ragazzi di Vergato sono proprio in questa situazione e se non ci saranno ulteriori provvedimenti probabilmente dieci di loro saranno costretti ad abbandonare gli studi compromettendo il loro futuro lavorativo e personale. Il Ministro Profumo ha da poco emanato una disposizione che conferma i posti in organico attualmente disponibili nelle scuole italiane, di fatto congelando i posti senza tenere molto conto dell’incremento di studenti iscritti nelle regioni del nord e del calo di quelli del sud; ma comunque fugando effettivamente i timori di tagli ai collegi docenti. Ciononostante in molte regioni italiane sta prendendo campo un altra misura ben più dolorosa, il taglio delle classi.

Sul sito di petizioni www.firmiamo.it inserendo nella casella Cerca tra le petizioni la frase Il binario morto della scuola italiana è possibile firmare tramite Facebook o modulo una petizione per salvare almeno la classe di Verbano; per quanto difficile sarebbe bello almeno provarci.

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