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26 Maggio 2012

Un contraccettivo maschile dalla ricerca genetica

Lo studio di nuovi metodi anticoncezionali per ridurre, ad esempio, la fecondità femminile è ancora un ambito aperto di ricerca, soprattutto, nel tentativo di evitare gli effetti collaterali determinati dall’ uso di contraccettivi farmacologici/ormonali.

La questione diventa più complessa nel caso di contraccettivi maschili, settore nel quale la ricerca ha avuto negli anni scarso successo.

Risulta, in questo senso, di notevole importanza lo studio pubblicato su Plos Genetics” dal titolo “KATNAL1 Regulation of Sertoli Cell Microtubule Dynamics Is Essential for Spermiogenesis and Male Fertility” nel quale si valuta la possibilità di produrre un anticoncezionale maschile, non ormonale e dall’ effetto reversibile.

I ricercatori hanno individuato il gene Katnal 1, un importante regolatore della fertilità maschileInibendo l’ attività di questo gene si potrebbe bloccare il processo di produzione di spermatozoi evitando nel soggetto gli effetti collaterali.

La sperimentazione è comunque ad uno stadio iniziale e come afferma Allan Pacey, andrologo dell’università di Sheffield, in un’ intervista pubblicata su “La Stampa” esistono delle difficoltà da superare:

“il punto chiave nello sviluppo di un farmaco simile è che il target molecolare da colpire deve essere altamente specifico per le cellule spermatiche o per altre cellule dei testicoli coinvolte nella spermatogenesi. Senza questa specificità elevata, infatti, il contraccettivo potrebbe avere effetti collaterali potenzialmente pericolosi su altre cellule o tessuti dell’organismo”.

La ricerca come sottolineano gli studiosi dovrebbe risultare utile non solo per sviluppare un contraccettivo non ormonale maschile ma anche per comprendere meglio e curare i problemi legati alla fertilità maschile.

Lo studio è consultabile sul sito web: http://www.plosgenetics.org/


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