• Google+
  • Commenta
17 maggio 2012

Università di Londra: No agli immigrati!

Il primo ministro inglese, David Cameron, aveva già promesso al momento della sua elezione che avrebbe diminuito drasticamente il numero degli immigrati e onorerà la sua promessa questa estate.
Forse, però, Cameron, avrà tralasciato l’aspetto finanziario che l’università condivide con l’intero paese.

Infatti, l’Institute for Public Policy Research(IPPR) che si trova a difendere gli studenti immigrati, con i dati alla mano, dichiara come il 15% di questi universitari siano rimasti a vivere a Londra dopo gli studi e come questi, abbiano contribuito di conseguenza alla fioritura dell’economia londinese. Per non pensare come questo numero consistente di ragazzi che vanno a Londra perstudiare, regalano all’università un assegno di circa 4 miliardi di sterline l’anno.
Tutto ciò provocherebbe tagli anche a corsi universitari, insegnanti, ricerche e non solo, ma influenzerebbe anche l’economia dell’intero Regno Unito.

Tra gli universitari, invece, c’è un vero e proprio malcontento generale, in quanto questo problema si va ad aggiungere agli altri che l’università di Londra sta subendo in questo periodo. Infatti,oltre alla fresca normativa di Cameron, vi è un problema sostanziale per i giovani studenti, ovvero quello della riduzione del tempo massimo per la durata degli studi -da 7 a 5 anni- condizione assai complicata, dato che quasi tutti i ragazzi devono lavorare per potersi pagare l’università e a volte è molto difficile far coincidere perfettamente il tempo per lo studio con quello di lavoro.

Così, a fronte di tutto ciò, gli studenti continuano a manifestare nelle piazze e davanti i palazzi della politica, sperando che qualcuno gli ascolti. Alla luce dei fatti, si vola con il pensiero ai problemi dei ragazzi universitari italiani e si pensa che in fin dei conti, se di solito si piange poiché si nota che l’erba del vicino è sempre la più verde, questa volta c è da accontentarsi delle nostre sterpaglie!

Google+
© Riproduzione Riservata