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4 Maggio 2012

Your first Eures job: l’Erasmus delle assunzioni

L’impatto che la crisi ha avuto sui diversi Paesi europei varia di certo di paese in paese.

I tassi di disoccupazione non risultano omogenei tra i vari Paesi dell’Unione. Questo si sa.

Alti tassi di disoccupazione si registrano in Spagna, in Grecia, nelle repubbliche baltiche di Lettonia e Lituania ed in Irlanda. All’estremo opposto, leader a livello economico, troviamo invece l’Austria, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, e la Germania.

Il mercato del lavoro dell’Europa unita dunque, risulta tutt’altro che unito.

E mentre in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo i giovani “fanno a spallate” per un posto di lavoro dignitoso, in Germania e in Austria accade il contrario: il lavoro non manca ma quel che non c’è sono i candidati!

Your first Eures job nasce così, con l’obiettivo di sostenere chi nel nostro paese non è riuscito a trovare un impiego e allora ha bisogno di qualcuno che gli fornisca contatti all’estero e lo finanzi economicamente almeno per i primissimi tempi di vita lontano.

L’idea di base è chiaramente quella di facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

Soprannominato l’Erasmus delle assunzioni, Your first Eures job altro non è che una sorta di ufficio di collocamento europeo che fa da tramite tra chi in Europa cerca lavoro e chi invece lo offre.

La nuova iniziativa, che partirà tra poche settimane, sarà rivolta ai giovani, studenti e non,  di età compresa tra i 18 e i 30 anni, cittadini e residenti dell’Ue, che un po’ per desiderio, un po’ per necessità, intendono avventurarsi in un nuovo Paese alla ricerca di fortuna.

Partner italiano del progetto la Provinciadi Roma che a breve pubblicherà sul suo sito il bando ufficiale e fornirà a tutti i candidati maggiori informazioni di partecipazione.

Si parla di circa 500 contratti di lavoro, della durata minima di sei mesi con retribuzione adeguata agli standard del paese in cui il lavoro sarà svolto, offerti dal progetto in tutti i 27 Paesi Ue.

L’Erasmus delle assunzioni da dunque un contributo a livello informativo e, soprattutto, finanziario. Il progetto offrirà ad ogni giovane 300 euro come rimborso spese per sostenere il colloquio all’estero e 1.200 euro come contributo per mantenersi inizialmente (le cifre non sono ancora ufficiali ma l’ordine di grandezza sarà più o meno questo).

Come nel classico progetto Erasmus, anche questo programma offrirà inoltre dei vantaggi alle aziende che decideranno di partecipare, offrendo loro circa 1.200 euro per la formazione linguistica e l’inserimento dei giovani.

Un occasione da non perdere dunque, perché in tempi di crisi il lavoro non bisogna soltanto inventarselo, ma occorre saper fare la valigia e spingersi lontani dalle gonne di mammà.

 

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