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29 giugno 2012

Eurcross: alla D’Annunzio si indaga sull’Europa

Secondo lo storico italiano Roberto De Mattei, la dimensione dell’Europa non è lo spazio, che la ridurebbe ad un appendice della penisola asiatica, ma il tempo, la storia, la tradizione, il passato. Un patrimonio quindi condiviso di usi e di valori, che ci distingue da un americano, un africano o un asiatico.

Ma quanti di noi si sentono veramente europei? Con la crisi globale che sta devastando il vecchio continente, molto spesso aleggia un sentimento antieuropeista e particolarista.
Tanti inoltre hanno sempre considerato l’Unione Europea con indifferenza, non considerando le possibilità che può garantire.

Per valutare la situazione odierna, anche quest’anno vedrà alla luce il progetto europeo Eurcross, giunto al settimo appuntamento. Si cercherà di capire se si può parlare di europeizzazione della vita quotidiana, se i cittadini si sentono veramente europei o lo considerano un concetto estraneo.

Insieme ad atenei europei prestigiosi come Leibniz Institut für Sozialwissenschaften (GESIS, Mannheim, Germania), l’Università di Aarhus (Danimarca), l’Institut Barcelona d’Estudis Internacionals (IBEI, Barcellona, Spagna), l’Università di York (Gran Bretagna) e l’Università di Bucarest (Romania), sarà presente anche la nostrana Università D’Annunzio Chieti- Pescara, diretta dal professore Ettore Cecchi.

L’indagine coordinata dai vari atenei cercherà di capire le esperienze che gli intervistati hanno avuto con gli altri stati dell’Unione Europea e sui suoi organi in generale, intervistando telefonicamente un campione di 8.000 persone scelte casualmente.

I dati verranno comunicati nel 2014 in un seminario a Bruxelles alla Commissione Europea ed in una conferenza ospitata dall’Università di Chieti-Pescara.

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