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21 giugno 2012

Giulio Giorello ed Enrico Terrinoni in una traduzione dell'”Ulisse”

Il James Joyce Centre ha organizzato un vero e proprio Bloomsday Festival per celebrare James Joyce (1882 Dublino – 1941 Zurigo) il 16 giugno, festa laica dedicata all’autore. In Italia Joyce è stato festeggiato a Sesto Fiorentino, che ha festeggiato il “Bloomsday”. Il filosofo Giulio Giorello il 16 giugno ha presentato alla Biblioteca Ragionieri la nuova traduzione italiana dell’”Ulisse” (Newton Compton) di James Joyce. I diritti dei testi dell’autore sono scaduti e non sono più reclamabili dal nipote dello scrittore nonché unico erede, Stephen Joyce , 80 anni, che vive a Parigi. Insieme a Giulio Giorello, Enrico Terrinoni ne è traduttore e curatore della nuova edizione che arriva oltre cinquant’anni dopo la prima, e finora unica, traduzione del fiorentino Giulio De Angelis, data alle stampe da Mondadori nel 1960.

Giorgio Giorello è filosofo, matematico ed epistemologo, uno dei più importanti in tutta Italia, insegna filosofia della scienza all’Università di Milano. Enrico Terrinoni è docente di letteratura inglese all’Università di Perugia, autore di numerosi scritti su Joyce , ha curato la traduzione di diverse opere di autori come Brendan Behan, Muriel Spark e John Burnside.

Il romanzo “Ulysses” si svolge nell’arco di una sola giornata (il 16 giugno 1904) a Dublino. Il protagonista è Leopold Bloom, ebreo irlandese, un piccolo borghese, impegnato a tradire la moglie Molly da cui è tradito. I suoi orizzonti sono limitati, si  adatta alle condizioni di marito tradito e, in affari, accetta qualsiasi compromesso possa portargli qualche vantaggio (inclusa l’eventualità di vendere foto della moglie nuda). Al polo opposto c’è Stephen Dedalus, colto, spirituale, estetizzante, problematico. Si trovano insieme trovano assieme in un bordello e si conclude con un magistrale monologo interiore, in otto lunghi periodi senza punteggiatura, che sintetizzano i pensieri di Molly Bloom. Qui, attraverso il flusso della coscienza femminile, vengono ridimensionate e profondamente radicate nella terrena esperienza matriarcale, le deviazioni sensuali di Bloom e l’ossessione intellettuale di Stephen.

La Biblioteca Nazionale d’Irlanda aveva annunciato la pubblicazione online nel corso di giugno di un’ampia collezione di autografi dello scrittore irlandese, fra cui appunti e prime bozze del romanzo e di un altro, “Finnegans Wake”, ma uno studioso di Joyce, Danis Rose, ha protestato contro questa iniziativa, citando la Biblioteca Nazionale davanti all’Alta Corte di Dublino, definendosi danneggiato in quanto nuovo detentore legittimo del copyright degli inediti. Gli stessi manoscritti, infatti, sono stati recentemente pubblicati da Rose in un’edizione critica, con ciascun volume venduto a un prezzo che oscilla da 75 a 250 euro (la serie completa di sei tomi costa 800 euro). Rose si è dichiarato detentore del copyright in base ad una clausola di una legge europea, che stabilisce che “la prima persona a pubblicare materiale inedito che entri nel pubblico dominio acquisisce diritti equivalenti al copyright per un periodo di 25 anni”.La Biblioteca, tramite la direttrice Fiona Ross, ha precisato che il progetto di messa on line degli autografi è di lunga data e quindi non ha niente da spartire con quella di Rose. Adesso la questione del copyright degli inediti arriverà anche al vaglio di una commissione ministeriale di revisione istituita dal governo di Dublino.

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