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1 giugno 2012

Il “no” alle Madonne con aureola di siringhe. Quando l’arte è (ancora) provocatoria

Statuette di madonne con aureole di siringhe, in stato interessante, sorridenti e coloratissime. Succede a Massa Carrara. La mostra dai toni provocatori di Marble weeks ha alzato un polverone di polemiche e indignazione da parte dei commercianti che si stanno opponendo all’esposizione di Madoninnine infilzate da numerose siringhe e Papa in giarrettiera. Mostra che, tuttavia, ha fatto già registrare il tutto esaurito sia nei ristoranti che nei negozi di quegli stessi commercianti che dicono perentoriamente “no“.
I commercianti parlano di indecenza, di poco decoro, di mancanza di etica. Chiedono al Comune di opporsi anche esso a questa mostra. Vittorio Aprili, titolare del centro Tim della Galleria è il più indignato di tutti:- “questi ragazzi ce l’hanno una coscienza? Ce li hanno i genitori?“. Aprili chiede al sindaco della città di chiudere Pimp my Mary e di impedire che manifestazioni simili vengano riproposte in futuro.
Comprendiamo, prima di giudicare. Pimp my Mary è un progetto artistico, senza ombra di dubbio, sopra le righe, di arte “shock”, nato dall’Accademia delle Belle Arti di Carrara e ideata da HousePirate, gruppo di artisti, creativi e grafici. Come ogni progetto artistico che si rispetti, anche Pimp my Mary nasce dall’esigenza di voler comunicare qualcosa. Nella fattispecie, il messaggio è chiaro: dissidio dalla commercializzazione (e profanazione) dell’icona in quanto tale. E’ venuta meno la spiritualità a causa del commercio selvaggio che si commette dietro ogni evento religioso. Quindi l’intento di questi artisti è far comprendere ai fruitori quanto sia divenuto più importante l’attaccamento ad un oggetto, piuttosto che al suo contenuto spirituale.
Forconi alle mani. Aprili ha dichiarato che se il sindaco non si mobiliterà a riguardo, farà personalmente una raccolta di firme contro queste oscenità. A dargli man forte è Annalia Lodovici, titolare dell’ottica Bessi la quale definisce “indecente” la mostra del San Giacomo – “Siamo un paese cattolico e non possiamo prendere in giro il Papa e la Madonna. –si legge in una dichiarazione apparsa su La Nazione– Si tratta di immagini brutte, dove non si può certo parlare di arte. Il Comune non deve dare i permessi“.
Non solo i commercianti, ma anche la politica si pronuncia favorevole alla censura di tale provocazione. Giuseppe Costa, coordinatore regionale di Caccia ambiente ammette: “Eventi come la Marble weeks devono essere cancellati. Come devoto di Maria mi sento offeso e indignato. Questo è oltraggio alla Madre di Dio. Ora basta: gli organizzatori hanno il dovere di impedire questo atto blasfemo a una figura sacra“.
Ora, che queste opere siano provocatorie, blasfeme e, forse, anche di cattivo gusto, è palese a tutti. Tuttavia, sembra eccessivo questo coro inquisitorio e conservatore, visto il paese in cui si vive. In fondo, la Chiesa si è sempre ricoperta di orrori, peccati che prontamente ha cercato, anche se a volte invano, di celare. L’arte, in quanto arte, nell’epoca contemporanea, è intrisa di provocazione. Se non si vuole accettare questo, non si dovrebbero neanche accettare tutti i misfatti che la Chiesa ha commesso nel corso della storia fino ad oggi. Non è mera retorica, ma è un dato di fatto.

 

 

 

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