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30 giugno 2012

Il sistema del numero chiuso e l’ingiustizia di un meccanismo dominato dal caso

Il Consiglio di Stato, sezione VI, lo scorso 18 giugno tramite ordinanza, ha affermato che il sistema del c.d. numero chiuso che regola l’accesso programmato alle Università è un meccanismo “dominato in buona misura dal caso” ed ha rinviato alla Consulta la legge sul numero chiuso nazionale.
Su una vera e propria “lotteria” sarebbe basata la “scelta degli ammessi” e l’intervento della Corte Costituzionale si auspica rechi ristoro alle doglianze degli studenti italiani vittime di una tale compressione del diritto allo studio!

Il rinvio alla Corte della questione rappresenta senza dubbio un passo importante e decisivo per la lotta che l’UDU da molto tempo porta avanti: l’Unione degli Universitari da sempre denuncia il cattivo funzionamento di questo sistema e solleva censure contro  di esso mediante ricorsi curati dall’Avvocato dell’UDU Michele Bonetti.


Per gli aspiranti studenti di medicina, tuttavia, potrebbe esserci una novità, che costituisce la soluzione al problema predetto secondo il Ministro Profumo: la predisposizione, ai fini test d’ingresso, di aggregazioni di atenei. Le graduatorie per gruppi di atenei, infatti, non produrrebbero affatto un reale miglioramento ma soltanto un cambiamento non risolutivo.
Per questo anche il sistema delle graduatorie multiple che è contestato dall’UDU poichè è contrario ai principi della imparzialità e della meritevolezza in quanto, come riferisce il C.d.S., “ferma la unicità della prova, essa si svolge presso i singoli Atenei. E il collocamento in posizione utile avviene in singole graduatorie anziché in una graduatoria unica. Con la conseguenza che il collocamento in posizione utile dipende sia dal numero dei posti disponibili presso ciascun Ateneo, sia dal numero di concorrenti presso ciascun Ateneo, e dunque può accadere che, se presso un Ateneo è maggiore il numero dei posti, o minore il numero dei concorrenti, è sufficiente, per il collocamento in graduatoria, un punteggio inferiore rispetto a quello necessario in altro Ateneo”.
E’ il ruolo dell’università italiana, dunque, a dover essere salvaguardato e le regole ipotizzate dal Ministero per i test d’ingresso a medicina rappresenterebbe solo un mezzo per celare e non per eliminare l’ingiustizia radicata nel sistema del numero chiuso.

 

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