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10 giugno 2012

Intellettuali auto-convocati a rempire il vuoto moderno

Parte da oggi e per 7 giorni passepartout, l’ iniziativa intellettuale che dal 10 al 17 giugno vedrà alternarsi nella città di Asti lezioni di attualità e profezie sul futuro.

Sulla scia di T. S Eliot “Noi dobbiamo muoverci senza sosta verso un’altra intensità, per un’unione più completa e una comunione più profonda…Nella mia fine è il mio principio”,  protagonisti della nostra epoca quali Umberto Eco, Massimo Cacciari, Sergio Romano, Pietro Ichino, Paolo Mieli, Luca Ricolfi, Oliviero Beha, Aldo Grasso, Luca Mercalli, Arrigo Levi, Vittorio Sgarbi condurranno verso aperture da passepartout gli spettatori de Nella fine il principio.
Le dissertazioni intellettuali spazieranno entro argomenti piuttosto vari, dalla fine della democrazia, dalla fine dell’ arte a quella dell’ umanità, passando attraverso argomenti meno apocalittici quali il destino calcistico e la fine delle stagioni..
Se le cose finiscono per reiniziare in altre forme si può dissertare circa le nature possibili di tale futuro. In un momento quale quello in cui ci troviamo, privi di punti di riferimento istituzionali e politici sono molte le iniziative di organizzazione e riflusso del pensiero individuale entro spazi organici e logici di pensiero.

Gli intellettuali più dei vertici delle istituzioni, sono consapevoli della pericolosità del sonno della ragione che genera mostri e proliferano gli spazi di dibattito e di agorà oratoria per incanalare le energie positive dell’ intelletto verso progetti che per quanto teoretici allenano la mente a restare nei binari del bene comune.

Che essi vadano oltre e inseriscano ciò in un più ampio progetto anche politico non è dato saperlo.. o perlomeno non è dato discettarvici..

 

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