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7 giugno 2012

Monti a Palermo, ma in videoconferenza – presidi e blocco del traffico

 Palermo. Via Roma, la strada principale che dalla stazione si estende lungo tutto il centro storico della città, è bloccata al traffico.

Alcune attività commerciali hanno sospeso il loro esercizio quotidiano, mentre molte altre continuano a svolgere i servizi sulla via sorvegliata dalle forze dell’ordine che, tra mezzi blindati e presidi, scudi e mitraglie, alle domande dei cittadini, non danno risposte chiare, mantenendosi sul vago o, più semplicemente, tranquillizzando la gente senza specificare alcunché.

Il corso è una delle strade più trafficate della città, sia al suo interno che nelle zone limitrofe – anch’esse chiuse al traffico. Lì si trovano gli uffici, i negozi, alcuni dipartimenti universitari e la posta centrale palermitana: è, in buona sostanza, la zona più viva e pullulante di gente dell’intero capoluogo, nelle ore diurne.

Si riesce finalmente a scoprire che i presidi sono stati predisposti per l’arrivo del Presidente del Consiglio Mario Monti, il quale si riunisce oggi, insieme ai membri dell’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), presso il Teatro Biondo.

Il Presidente, tuttavia, ha fatto sapere che il suo intervento avverrà in videoconferenza, per una coincidenza con la seduta del Consiglio dei Ministri, prevista per le ore 14 di oggi.

Fuori dal Teatro, lungo la strada, si scatena la protesta di un gruppo di dimostranti che manifestano  contro il premier. Insieme a loro , il Collettivo Universitario Autonomo.

A intervenire sulle questioni relative alle banche e alle imprese, sono stati convocati il Presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi (Rettore dell’Università di Enna) e il Direttore Generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomani.

Per quest’ultimo, i modelli affaristici basati sull’intermediazione creditizia vigente, restano ancora validi – nonostante vengano auspicati degli adeguamenti, in relazione allo stato dell’economia attuale.

Intanto il malcontento popolare aumenta, i lavoratori hanno i polsi bloccati e non si può far altro che attendere ed esprimere questa insofferenza attraverso le consuete forme di manifestazione.

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